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Sanità lombarda, la Regione arruola medici e infermieri stranieri con titoli conseguiti all’estero

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L'assessore al wellfare Guidi Bertolaso

MILANO, 5 maggio 2026-La Giunta regionale della Lombardia ha varato una misura cruciale per contrastare la carenza di personale che affligge le corsie degli ospedali, approvando l’istituzione di un elenco regionale ricognitivo dedicato ai medici e agli infermieri che hanno conseguito la loro qualifica professionale all’estero.

Su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, il provvedimento si allinea alla normativa nazionale che permette l’esercizio temporaneo di queste professioni in deroga al riconoscimento ordinario dei titoli fino al termine del 2029. Non si tratta di un’abilitazione automatica o di una scorciatoia burocratica, ma di un agile strumento di incontro tra la domanda delle strutture sanitarie e l’offerta di professionisti già presenti o disposti a trasferirsi sul territorio lombardo. La Direzione generale Welfare gestirà questo elenco che servirà da bussola per le strutture pubbliche, le cliniche private accreditate e il Terzo settore, facilitando il reclutamento in un momento storico segnato da un vuoto organico strutturale che mette a rischio la continuità dell’assistenza.

L’iscrizione in questa banca dati non conferisce diritti automatici all’assunzione né il riconoscimento formale della specializzazione in Italia, ma rappresenta il primo passo necessario per un corretto inquadramento operativo. Per garantire standard elevati e la massima sicurezza delle cure, l’inserimento nell’elenco richiede una rigorosa verifica formale della documentazione, che deve essere opportunamente tradotta e legalizzata. Resta poi in capo alle singole aziende sanitarie l’onere di accertare l’idoneità pratica dei candidati, ponendo un accento imprescindibile sulla reale padronanza della lingua italiana e sulle competenze professionali specifiche richieste per le mansioni da svolgere. Le eventuali specializzazioni estere dichiarate potranno essere valutate nel merito dalle direzioni sanitarie per definire le attività che il professionista potrà effettivamente svolgere, assicurando così che l’integrazione di personale straniero avvenga sotto un controllo costante e qualitativo.

L’assessore Bertolaso ha ribadito con fermezza che questa iniziativa non è diretta contro i professionisti italiani, bensì rappresenta una risposta pragmatica e trasparente per coprire quei posti vacanti che oggi dilatano i tempi di attesa e gravano sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.

L’obiettivo è trasformare un processo finora frammentato in un percorso ordinato e monitorato, utilizzando la tecnologia per velocizzare le procedure. Le domande di inserimento potranno infatti essere inoltrate tramite il portale regionale dedicato, e la misura diventerà operativa a un mese dalla sua pubblicazione ufficiale. In questo modo, la Lombardia punta a valorizzare risorse internazionali qualificate, trasformando la necessità in un’opportunità di potenziamento per un sistema sanitario regionale che chiede ossigeno per continuare a eccellere.

redazione@varese7press.it