VARESE, 7 maggio 2026-L’accertamento delle responsabilità negli incidenti in montagna rappresenta da sempre una sfida complessa per il sistema giudiziario, a causa della natura imprevedibile dell’ambiente alpino e della tecnicità delle manovre coinvolte. Spesso, la ricostruzione dei fatti si scontra con valutazioni non uniformi fornite da consulenti che non sempre possiedono un’esperienza diretta e profonda delle dinamiche d’alta quota.
In risposta a questa lacuna, il Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane ha promosso una nuova specializzazione dedicata alla formazione di consulenti tecnici d’ufficio e periti penali esperti in incidenti montani. Come evidenziato da Edy Grange, guida alpina della Valle d’Aosta e consulente con esperienza internazionale, l’obiettivo è allineare il settore alpino a quello di altre categorie professionali, come quella medica, dove la valutazione tecnica è affidata a chi opera quotidianamente sul campo.
Questa evoluzione normativa e professionale si inserisce nel solco tracciato dalla riforma Cartabia, che richiede criteri più rigorosi per l’iscrizione agli albi dei consulenti. Il cambiamento è reso necessario anche da una trasformazione sociologica della montagna, oggi frequentata da un numero crescente di persone coinvolte in attività sempre più diversificate, soprattutto nel periodo invernale. Parallelamente, l’approccio della magistratura è diventato più analitico nel ricercare responsabilità specifiche, rendendo indispensabile una figura capace di tradurre le variabili tecniche, quali il rischio valanghe, i crolli di permafrost o la gestione delle cordate, in un linguaggio giuridicamente efficace e comprensibile per i tribunali.
Il percorso formativo, sviluppato in collaborazione con l’Università di Trento e in partenza il 25 maggio, si propone di fornire alle Guide Alpine gli strumenti necessari per muoversi con autorevolezza nelle aule di giustizia. Il programma integra lezioni di diritto e procedure di redazione della perizia con approfondimenti tecnici sui fenomeni naturali e sulla gestione del rischio. Un elemento centrale della formazione sarà il contributo di avvocati penalisti, fondamentale per preparare i professionisti alla simulazione di un processo che concluderà il ciclo di studi a dicembre.
Attraverso questa iniziativa, si punta alla creazione di un elenco nazionale di esperti qualificati e alla definizione di linee guida condivise, garantendo così maggiore rigore e credibilità nelle valutazioni peritali a tutela di tutti gli attori coinvolti nelle attività in montagna.




