MILANO, 12 maggio 2026-La Giunta di Regione Lombardia ha ufficialmente approvato lo schema di un accordo quadro di collaborazione istituzionale con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Lombardia. L’intesa è specificamente finalizzata alla promozione e al coordinamento di interventi mirati in ambiti cruciali per la collettività, quali le politiche per la famiglia, la solidarietà sociale, la disabilità e le pari opportunità. Approvata ai sensi dell’articolo 15 della legge 241 del 1990, questa iniziativa punta a consolidare un canale di cooperazione stabile e duraturo tra le due istituzioni. Il raggiungimento di tale obiettivo avverrà attraverso la pianificazione di attività congiunte, strategie di coordinamento e una forte valorizzazione delle competenze professionali degli operatori all’interno delle politiche sociali della regione, il tutto senza comportare alcun onere finanziario a carico del bilancio regionale.
L’importanza strategica del provvedimento è stata evidenziata dall’Assessore Elena Lucchini, la quale ha sottolineato come l’accordo intenda rafforzare il dialogo reciproco con una realtà che costituisce un pilastro fondamentale per l’intero sistema di welfare regionale. Nelle parole dell’Assessore, gli assistenti sociali si configurano come un presidio essenziale di prossimità e di ascolto sui territori lombardi. La loro presenza quotidiana risulta indispensabile per intercettare e prevenire tempestivamente i bisogni emergenti, offrendo supporto soprattutto alle persone e ai nuclei familiari che si trovano in condizioni di maggiore fragilità. L’accordo permetterà concretamente di sviluppare percorsi condivisi, promuovere iniziative di formazione e approfondimento, e favorire una più profonda integrazione tra le istituzioni pubbliche e i professionisti del settore, operando sempre nell’interesse esclusivo dei cittadini.
A fare eco a queste dichiarazioni è intervenuta anche la Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia, Simona Regondi, che ha definito l’intesa come un passaggio di rilevante importanza per il riconoscimento formale del ruolo strategico ricoperto dal servizio sociale professionale. Secondo la Presidente, intensificare il confronto e la sinergia tra le istituzioni e chi opera sul campo si traduce in un investimento concreto sulla qualità degli interventi sociali. Questo approccio integrato non solo potenzia la tutela delle fasce di popolazione più vulnerabili, ma incrementa in modo significativo la capacità dei singoli territori di rispondere con competenza e tempestività ai bisogni più complessi delle comunità locali.




