VARESE, 13 maggio 2026-Un tema emergente, complesso e ancora troppo spesso sottovalutato dalla sanità territoriale e dall’opinione pubblica.
Venerdì 15 maggio 2026, Varese ospiterà il convegno intitolato “ADHD e Dipendenze”, un importante momento di studio e confronto organizzato da AIFA Lombardia APS (Associazione Italiana Famiglie ADHD) in stretta collaborazione e con il patrocinio del Comune di Varese e dell’Università degli Studi dell’Insubria. L’incontro accenderà i riflettori sul legame profondo tra il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività e il rischio di sviluppare dipendenze, sia comportamentali sia legate all’uso di sostanze, una vulnerabilità che colpisce in modo particolare gli adolescenti e gli adulti affetti da questa condizione clinica.
Nonostante l’evidente impatto sociale, l’ADHD resta una realtà ancora poco conosciuta e raramente trattata in modo specifico all’interno dei servizi sanitari tradizionali che si occupano di dipendenze, come i SerD e le comunità terapeutiche riabilitative. Il convegno varesino punta proprio a colmare questo divario informativo, offrendo risposte concrete su come riconoscere tempestivamente i legami tra il disturbo e le dipendenze, e su quali siano gli interventi terapeutici integrati più efficaci da mettere in campo.
Tra i contributi centrali della giornata ci sarà l’intervento della Professoressa Camilla Calligari, Direttore della Psichiatria di Varese e del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze di ASST Settelaghi, che presenterà l’attività dell’ambulatorio ADHD Adulti di recente apertura sul territorio. Il programma darà ampio spazio anche alle testimonianze e alle buone pratiche già avviate in altre realtà, come l’esperienza di collaborazione tra l’ambulatorio adulti e il SerD dell’ASL di Cuneo1, e i risultati dello screening condotto nei Servizi di Dipendenza dell’ASST Brianza. Al centro del dibattito ci sarà, inevitabilmente, anche il vissuto drammatico delle famiglie, che spesso si trovano a gestire da sole situazioni di estrema fragilità.
L’urgenza di un simile confronto è testimoniata dall’attività quotidiana dei volontari. Astrid Gollner, presidente di AIFA Lombardia APS, spiega che l’associazione riceve ogni giorno telefonate da parte di genitori di adolescenti, ma anche da molti adulti con ADHD e dipendenze, che cercano disperatamente supporto e orientamento per ottenere un corretto riconoscimento della propria condizione clinica e per individuare percorsi di cura appropriati.
Le conseguenze di un ADHD non diagnosticato o non trattato in età giovanile e adulta possono essere pesanti, traducendosi in abbandono scolastico, perdita del posto di lavoro, separazioni affettive, frequenti incidenti stradali con conseguente ritiro della patente, fino alla trascuratezza della propria salute e all’insorgere di condotte a rischio o legate all’uso di sostanze. Al contrario, una diagnosi precoce e un corretto approccio terapeutico possono cambiare radicalmente il destino della persona, garantendo una qualità della vita decisamente migliore, il regolare proseguimento degli studi, un inserimento lavorativo soddisfacente e una vita affettiva e sociale equilibrata.
A dare la reale dimensione del fenomeno sono i numeri emersi dalle recenti stime di prevalenza in Italia e in Lombardia, elaborate da AIFA APS sulla base dei dati demografici ISTAT al 1° gennaio 2026 e dei parametri del Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali (DSM-5-TR), che indicano una prevalenza del disturbo pari al 7,2% in età evolutiva e al 2,5% in età adulta. A livello nazionale si stima la presenza di circa un milione e 400 mila persone con ADHD, suddivise tra 450 mila minori e ben 950 mila adulti in età lavorativa. In Lombardia i casi attesi sono circa 241.500, di cui quasi 79 mila nella fascia d’età tra i 6 e i 17 anni e oltre 162 mila tra la popolazione adulta, numeri importanti che impongono una riflessione profonda e un adeguamento rapido delle reti di cura sul territorio.




