VARESE, 13 maggio 2026-A cinque mesi dall’approvazione della misura prevista dalla Legge di Bilancio, il decreto attuativo sul credito d’imposta 4.0 dedicato al settore agricolo non è stato ancora emanato, spingendo la filiera della meccanica agricola a lanciare un nuovo, accorato allarme. Federacma, la Federazione Confcommercio che riunisce le associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, ha preso in mano la situazione inviando una lettera formale al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. La missiva, indirizzata per conoscenza anche ai Presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, Mirco Carloni e Luca De Carlo, contiene una duplice richiesta: l’immediata emanazione del provvedimento e un deciso rafforzamento delle risorse stanziate, che attualmente risultano ferme alla cifra, ritenuta del tutto insufficiente, di soli 2,1 milioni di euro.
Secondo l’analisi dettagliata di Federacma, questo prolungato ritardo istituzionale sta producendo effetti a catena sempre più pesanti sull’intera filiera agro-meccanica italiana. Gli investimenti nel settore sono di fatto bloccati, poiché gli agricoltori scelgono di rinviare qualsiasi acquisto in attesa di un quadro normativo e di regole certe. Di conseguenza, nei piazzali dei concessionari si stanno accumulando mezzi invenduti, una situazione stagnante che, dopo mesi di progressivo rallentamento delle vendite, rischia ora di trasformarsi in una vera e propria crisi produttiva e occupazionale. A complicare lo scenario si aggiunge il fatto che la misura Transizione 5.0, pur avendo iniziato a muovere i primi passi, si rivolge esclusivamente alle aziende con reddito d’impresa. Si tratta di una platea estremamente ridotta nel comparto agricolo del nostro Paese, che lascia esclusa la stragrande maggioranza delle imprese agricole, le quali attendono invece proprio il credito d’imposta 4.0 specifico.
Il presidente di Federacma, Andrea Borio, ha espresso forte preoccupazione per la piega che stanno prendendo gli eventi, ricordando come la federazione avesse sostenuto fin dall’inizio la scelta del Governo di introdurre uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 per l’agricoltura. Tuttavia, Borio evidenzia come l’attuale realtà sia insostenibile: la paralisi del mercato sta facendo soffrire le aziende della filiera e il rischio concreto è che si debba presto ricorrere alla cassa integrazione nel comparto manifatturiero. Il presidente sottolinea inoltre un paradosso economico, spiegando che il costo sociale e occupazionale di una crisi della filiera rischia di superare ampiamente le risorse necessarie per rafforzare la misura. Per rimettere in moto investimenti capaci di generare lavoro, innovazione e gettito fiscale, Federacma invoca quindi non solo lo sblocco del decreto, ma anche un incremento significativo della dotazione finanziaria che sia in linea con i budget degli anni passati.
In questo contesto emergenziale, la federazione lancia infine un appello all’unità, richiamando la necessità che tutto il mondo agricolo faccia squadra su una misura considerata strategica per la modernizzazione dell’intero comparto primario. Borio ha concluso auspicando uno sforzo comune da parte di tutte le organizzazioni del settore, poiché l’innovazione, il ricambio tecnologico e la disponibilità di strumenti realmente accessibili agli agricoltori rappresentano le uniche priorità per garantire la competitività futura dell’agricoltura italiana. L’obiettivo condiviso deve quindi diventare il sostegno corale per accelerare l’emanazione del decreto e ottenere il potenziamento dei fondi disponibili.




