VARESE, 14 maggio 2026-di GIANNI BERALDO
Si è tenuta questa mattina, presso la sala convegni di Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese, un’interessante giornata riservata agli operatori della Polizia di Stato con tema l’utilizzo di sistemi tecnologici non letali nello svolgimento delle attività sul campo. L’evento è stato organizzato dal Siulp in collaborazione con l’associazione Lampi Blu e la Cooperative Engagement For Tomorrow Defense.
L’incontro ha visto tra i protagonisti gli americani Steve Cohen (International Sales Representative (Law Enforcement and Private Sector Partnerships) e Stuart Mallory (Executive Global Sales), entrambi in rappresentanza dell’azienda statunitense Wrap, specializzata in sistemi utili ad agenti di polizia nell’espletare quotidianamente i loro compiti di sicurezza. Azienda statunitense che ha una distibuzione italiana con i suoi referenti presenti oggi a Varese.
Soprattutto, la Wrap produce BolaWrap, dispositivo di contenimento remoto non letale utilizzato dalle forze di polizia, per immobilizzare soggetti non collaborativi a distanza, senza infliggere dolore o causare lesioni permanenti.
A differenza del Taser, che utilizza scariche elettriche per causare una paralisi neuromuscolare temporanea, il BolaWrap è stato
soprannominato il “lazo tecnologico” o la “pistola di Spider-Man” per il suo metodo meccanico. Tutto questo è stato presentato oggi

con tanto di dimostrazione pratica che ha visto come “cavia” il Segretario Generale Siulp, Felice Romano, mentre l’agente incaricato all’utilizzo della Bola è stato nientemeno che Paolo Macchi, Segretario Generale Siulp Varese, che ha voluto fortemente questa giornata dove, oltre al “lazo” meccanico, sono stati presentati altri sistemi innovativi utili a gestire le situazioni più critiche.
Il tavolo dei relatori era composto, oltre che dallo stesso Macchi e Romano, anche da Nicola Molteni, Sottosegretario al Ministero dell’Interno, e dai già citati Cohen e Mallory, che hanno spiegato (ma soprattutto fatto provare nel cortile antistante i giardini della Villa) alla folta platea l’efficacia della WrapBola, già felicemente testata dalla Polizia di diversi Stati americani, così come in 21 Comuni italiani da agenti della Polizia Locale.
Utilizzo che non dovrebbe comportare problemi di tipo legale, considerato che non stiamo parlando di un’arma e nemmeno di eventuali danni causati dal Taser già in dotazione alla Polizia di Stato, il cui nulla osta è giunto solo dopo dieci anni di prove e verifiche certe. Di leggi e del fatto di non varcare mai la soglia della corretta liceità di un’azione ha parlato l’avvocato Alessandro Continiello, Consulente della Commissione Antimafia del Parlamento.
Ma davvero è così funzionale la WrapBola? Vediamo come funziona: il dispositivo lancia un cavo di Kevlar lungo circa 2,4 metri a una velocità di circa 160 metri al secondo. Vi è un sistema di puntamento elettronico e l’agente utilizza un mirino laser verde integrato per inquadrare il bersaglio, solitamente le gambe o il tronco. Premendo il grilletto, una piccola carica a salve espelle il cavo; qui subentra anche l’effetto psicologico determinato dai due colpi molto simili a quelli di un’arma da fuoco, che di fatto intimorisce di primo acchito il malcapitato. All’estremità del cavo ci sono due piccole ancorette metalliche, simili ad ami da pesca, che si agganciano ai vestiti del soggetto. Grazie alla forza centrifuga, il laccio si avvolge istantaneamente attorno alla persona impedendone i movimenti; a questo punto interviene un secondo agente che blocca l’uomo o la donna.
Insomma, un sistema che, se adottato, potrebbe rivelarsi particolarmente utile senza causare danni fisici al fermato.
“Non sono qui a sponsorizzare un prodotto”, ci dice Paolo Macchi. “Per più di dieci anni abbiamo combattuto per avere lo spray al

peperoncino nel cinturone, però l’uso della forza per noi spesso è dover rinunciare proprio all’uso della forza. Questo è uno strumento che si potrebbe adottare. Almeno ci proviamo a proporlo, visto che in diverse città italiane è già in uso agli agenti di Polizia Locale”.
In conclusione, una bella novità che per le Forze dell’Ordine potrebbe rivelarsi efficace nello svolgimento di una professione al servizio del cittadino e della comunità, ma sempre estremamente pericolosa. Per questo, tutto ciò che potrebbe tutelare gli stessi agenti negli interventi dovrebbe essere ben accolto da chi ha potere decisionale a livello politico, aspetto che non sempre viene ben compreso dalla popolazione.




