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Palazzo Maffei celebra Piero Manzoni: un viaggio tra arte, filosofia e storia dietro la “Merda d’artista”

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VERONA, 15 maggio 2026– Il Teatrino di Palazzo Maffei torna a trasformarsi in un’agorà di riflessione critica lunedì 18 maggio 2026, alle ore 18:00, ospitando l’anteprima nazionale di un volume destinato a far discutere: “Piero Manzoni. Merda d’artista. Quella scandalosa scatoletta”. L’opera, edita da Silvana Editoriale, si pone l’obiettivo di analizzare in profondità uno degli oggetti più controversi e fraintesi della storia dell’arte del Novecento, a sessantacinque anni dalla sua creazione.

Realizzata nel maggio 1961 in 90 esemplari, la celebre scatoletta di Manzoni viene oggi indagata attraverso diciassette saggi che ne sviscerano il significato sotto molteplici lenti: da quella artistica e storica a quella filosofica, economica e di costume. Il volume è curato da Luca Bochicchio, docente dell’Università di Verona, e da Rosalia Pasqualino di Marineo, direttrice della Fondazione Piero Manzoni, entrambi presenti alla serata per illustrare i risultati di questa imponente ricerca multidisciplinare.

L’evento, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, vedrà la partecipazione di figure di spicco del panorama accademico e scientifico, tra cui Monica Molteni, responsabile scientifica del Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona, e Arianna Novaga dello IUSVE. A moderare il dibattito sarà il professor Valerio Terraroli, in un confronto che promette di restituire la giusta dimensione a un artista che fu un instancabile agitatore culturale.

La scelta di Palazzo Maffei come sede della presentazione non è casuale: la collezione permanente del museo ospita infatti alcune testimonianze fondamentali della produzione di Manzoni, come gli Achrome, esperimenti radicali sull’assenza e sul non-colore, e le Linee, nate dal desiderio di superare i confini bidimensionali della pittura tradizionale. L’incontro di lunedì rappresenterà dunque un’occasione preziosa per riscoprire la complessità di un autore che, ben oltre la provocazione, ha saputo ridefinire i canoni dell’arte contemporanea.

redazione@varese7press.it