MILANO, 17 maggio 2026 — Una straordinaria ondata di partecipazione ha decretato il successo della seconda edizione del Festival MiM – Milano IncontraMi, che ha animato la suggestiva cornice delle Colonne di San Lorenzo da venerdì 15 a domenica 17 maggio. Sotto il titolo evocativo “Fiorire a Milano”, la manifestazione ha saputo intercettare l’interesse di oltre 10.000 visitatori, accorsi per esplorare e confrontarsi sul tema centrale dell’educazione intesa come percorso di fioritura e valorizzazione della persona. Tre giornate intense che hanno trasformato uno dei luoghi più iconici della movida milanese in un grande laboratorio a cielo aperto, fatto di incontri, mostre immersive, laboratori per bambini, attività sportive inclusive e momenti di musica e dialogo.
A dare sostanza al ricco palinsesto dell’evento è stata la presenza di 22 relatori di spicco del panorama culturale, educativo e sociale italiano. Tra i momenti più attesi e partecipati si registrano gli interventi dello scrittore Alessandro D’Avenia, dell’ex calciatore Demetrio Albertini, della direttrice culturale Nadia Righi e di Don Claudio Burgio, fondatore dell’associazione Kayrós. Accanto a loro, il vero motore della kermesse è stato rappresentato dall’energia di oltre 300 volontari e dal coinvolgimento attivo di 20 associazioni milanesi, tutte quotidianamente impegnate sul campo nel supporto alle nuove generazioni e alle fragilità sociali.
Il bilancio finale tracciato dagli organizzatori è di profonda gratitudine e slancio verso il futuro. Lorenzo Malandri, Presidente di MilanoIncontraMi ETS, ha espresso enorme soddisfazione per un’edizione che è riuscita a mostrare il volto più bello del capoluogo lombardo, descrivendolo non come una fredda metropoli, ma come un vero e proprio giardino di esperienze in cui ogni individuo ha la possibilità di fiorire. Nelle parole del presidente emerge la volontà di confermare il Festival come uno spazio aperto di ascolto e condivisione. Un luogo pensato per lasciarsi provocare da storie reali e per scoprire che, al di là delle criticità e delle complessità che spesso caratterizzano la narrazione di una grande città, esiste una trama viva e silenziosa di realtà capaci di generare bellezza, legami solidi e speranza per l’intera comunità.




