CANTELLO, 17 maggio 2026 — L’asparago bianco di Cantello si conferma molto più di una semplice eccellenza gastronomica, rivelandosi un vero e proprio scrigno di storia, tradizione e identità per tutto il territorio del Varesotto. Il forte legame tra agricoltura, comunità e territorio è stato il filo conduttore della storica Fiera dell’Asparago di Cantello, culminata questa mattina con la tradizionale premiazione dei produttori locali. All’appuntamento ha preso parte in forze Coldiretti Varese, rappresentata sul palco dal presidente provinciale Pietro Luca Colombo, per testimoniare la centralità di una filiera che continua a generare valore economico e culturale.
La manifestazione ha ribadito l’importanza di una coltivazione d’eccellenza che nasce dal lavoro quotidiano e dalla dedizione delle aziende agricole locali. Il presidente Pietro Luca Colombo ha voluto sottolineare come la Fiera rappresenti un palcoscenico fondamentale per accendere i riflettori sul lavoro dei produttori e per avvicinare i cittadini al valore reale di una filiera corta, caratterizzata da un’altissima qualità, dal rispetto della stagionalità e da un legame indissolubile con la terra d’origine. Secondo i vertici di Coldiretti, dietro ogni singolo mazzo di asparagi si nascondono competenza, fatica e una spiccata capacità imprenditoriale che elevano il prodotto da semplice alimento a baluardo della biodiversità agricola e simbolo del Made in Varese a chilometro zero.
Questa tradizione affonda le sue radici nell’Ottocento, con una storia affascinante che ne certifica l’antichità. Le prime testimonianze scritte risalgono infatti al 1831, anno in cui alcuni documenti degli archivi parrocchiali registrano la vendita all’asta degli asparagi da parte del parroco del paese per coprire le spese della chiesa. Un altro aneddoto storico risale al 1863, quando una delegazione di abitanti di Cantello si spinse fino a Roma per fare dono di alcuni mazzi di asparagi direttamente al Papa, a dimostrazione di come già all’epoca la coltivazione non fosse solo una fonte di reddito sussidiaria, ma un autentico emblema comunitario da esibire con orgoglio fuori dai confini regionali.
Oggi quella preziosa eredità viene raccolta dalle imprese agricole moderne, capaci di trasformare la tradizione in una risorsa economica attuale e competitiva, fungendo al contempo da sentinelle e presidio per la tutela del paesaggio.
Per Coldiretti Varese, momenti di festa e condivisione come la rassegna di Cantello sono essenziali per rinsaldare il patto di fiducia tra produttori e consumatori, stimolando una nuova consapevolezza sull’origine del cibo. Sostenere questa coltura, ha concluso Colombo, significa sposare un modello economico virtuoso e sostenibile che genera ricchezza restando fedele alle proprie radici, dimostrando che la vera forza dell’agricoltura varesina risiede proprio nella sua capacità di unire la memoria del passato alle sfide del futuro.




