VARESE, 19 maggio 2026-Nella notte, i militanti del Blocco Studentesco hanno affisso nei licei della città una serie di manifesti raffiguranti pensatori e autori fondamentali della cultura europea, tra cui spiccano figure del calibro di Spinoza, Fichte, Schelling e Manzoni. Le immagini dei grandi intellettuali sono state accompagnate da uno slogan diretto e provocatorio: “Valditara, prova a leggermi prima di cancellarmi”.
L’iniziativa nasce come una netta denuncia contro quello che il movimento definisce il progressivo impoverimento culturale della scuola italiana per mano del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Secondo i promotori della protesta, le politiche ministeriali degli ultimi anni hanno orientato in modo deciso il sistema scolastico verso un modello spiccatamente aziendale e utilitaristico, all’interno del quale la formazione critica degli studenti verrebbe sistematicamente sacrificata in favore di competenze immediate e spendibili nell’immediato sul mercato del lavoro.
Gli attivisti hanno tenuto a sottolineare che ogni scelta riguardante i programmi scolastici, rappresenta sempre una precisa e definita visione del mondo. Di conseguenza, eliminare o marginalizzare autori complessi e radicali della nostra storia significa privare i giovani degli strumenti culturali necessari per comprendere a fondo la realtà circostante, sviluppare un sano spirito critico e costruire una coscienza del tutto autonoma.
Secondo la visione espressa dal movimento studentesco, una scuola ridotta a una semplice fabbrica di competenze finisce inevitabilmente per produrre individui più fragili dal punto di vista culturale e, di riflesso, più facilmente omologabili all’interno della società. Per questo motivo viene rivendicata con forza una formazione che sia al contrario solida, esigente e profondamente culturale, in grado di trasmettere identità, pensiero e un forte senso storico alle nuove generazioni.
Con questo blitz notturno, il Blocco Studentesco intende riaccendere e accentuare il dibattito pubblico sul ruolo fondamentale della scuola nella società contemporanea, rimarcando l’assoluta necessità di difendere il patrimonio filosofico, letterario e culturale italiano ed europeo contro ogni tentativo di semplificazione, tecnicismo e svuotamento dei contenuti didattici.




