MILANO, 25 maggio 2026-Regione Lombardia ha varato un massiccio intervento economico e politico per rafforzare le risposte al fabbisogno abitativo sul territorio, stanziando 96 milioni di euro destinati all’housing sociale.
La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Casa Paolo Franco e in sinergia con i colleghi Alessandro Fermi ed Elena Lucchini, ha approvato le linee guida delle nuove misure che saranno finanziate attraverso i fondi europei del Fesr e le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione. L’obiettivo centrale dell’operazione è incrementare in modo significativo la disponibilità di alloggi a canone calmierato, offrendo una soluzione concreta a quella specifica fascia di popolazione a reddito medio e medio-basso che si trova in una posizione di stallo: esclusa per motivi di reddito dalle graduatorie delle case popolari, ma al contempo impossibilitata a sostenere i costi elevati del libero mercato immobiliare.
Il piano si articola attraverso tre canali d’azione distinti per intercettare i diversi attori del sistema casa. La prima linea di finanziamento guarda direttamente alle imprese, alle cooperative e ai Comuni; la seconda è riservata al potenziamento del patrimonio gestito dalle Aler; la terza si rivolge invece agli enti sociali e religiosi attivi nel contrasto alla marginalità e nella gestione dell’accoglienza temporanea legata a motivi di studio, lavoro o cure mediche. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha rivendicato la portata politica della misura, definendola un segno tangibile di un’attenzione pragmatica verso le famiglie, la classe media e i lavoratori lombardi colpiti dai mutamenti sociali ed economici. L’attuazione sul territorio prenderà il via ufficiale il prossimo giovedì 4 giugno da Bergamo, tappa inaugurale di un tour istituzionale in cui l’assessore Franco illustrerà i dettagli operativi del provvedimento.
Nelle intenzioni dei promotori, l’investimento punta a superare la logica dell’emergenza per costruire un modello strutturale e innovativo di diritto all’abitare, fondato su una forte cooperazione tra istituzioni pubbliche, Terzo settore e operatori economici privati. Una visione d’insieme che si completa grazie al contributo delle altre deleghe regionali coinvolte nell’accordo. Da un lato, l’assessorato all’Università guidato da Alessandro Fermi punta a incrementare le residenze per studenti universitari per preservare l’attrattività e l’accessibilità degli atenei lombardi; dall’altro, l’assessorato alla Famiglia di Elena Lucchini guarda alla casa come a un presidio fondamentale per l’inclusione sociale, indispensabile per prevenire nuove sacche di vulnerabilità e garantire una reale coesione nei quartieri e nei comuni della regione.




