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Crisi Gruppo BCS, Pizzighini (M5S) chiede audizione urgente in Regione: «Il futuro di 500 famiglie è appeso a un filo»

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Presidio lavoratori BCS di Abbiategrasso (foto ilgiorno.it)

MILANO, 27 maggio 2026-La Consigliera Regionale del Movimento 5 Stelle, Paola Pizzighini, ha depositato una richiesta di audizione urgente presso la IV Commissione Attività Produttive, Istruzione, Formazione e Occupazione di Regione Lombardia. Al centro dell’iniziativa istituzionale c’è la grave crisi aziendale che sta colpendo il Gruppo BCS, storica realtà del comparto metalmeccanico e simbolo del Made in Italy nella produzione di macchine agricole, che vede i suoi principali stabilimenti produttivi dislocati nei comuni di Abbiategrasso e Cusago.

La situazione legata allo storico marchio è ormai entrata in una fase cruciale che richiede un intervento immediato. Il Gruppo BCS si trova infatti attualmente in regime di concordato preventivo in continuità aziendale, una misura necessaria per gestire un debito complessivo che supera i 40 milioni di euro. I tempi per trovare una soluzione e mettere in sicurezza l’assetto societario sono strettissimi, dato che la procedura formale si concluderà nei primi giorni di giugno. La mancanza di pochi giorni alla scadenza dei termini prefissati mette a forte rischio il futuro lavorativo di circa 500 dipendenti diretti sul territorio lombardo, una cifra drammatica a cui va poi sommato l’enorme impatto economico che un eventuale stop avrebbe sull’indotto locale.

L’esponente del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come la richiesta di una convocazione immediata in Commissione Attività Produttive rappresenti una vera e propria corsa contro il tempo per evitare il peggio. Nonostante le evidenti difficoltà finanziarie che hanno investito il gruppo e i pesanti problemi legati all’approvvigionamento delle materie prime che hanno rallentato l’attività negli ultimi mesi, l’azienda vanta ancora un prestigioso portafoglio di ordini e un marchio che mantiene una forte attrattività sul mercato di riferimento. Proprio per queste ragioni, la forte preoccupazione dei lavoratori, culminata di recente in scioperi e cortei, viene definita come più che legittima, poiché il rischio di un blocco definitivo della produzione e del conseguente fallimento avrebbe un impatto sociale ed economico devastante per tutto il territorio dell’Ovest Milanese.

L’obiettivo dell’iniziativa politica è quello di spingere la Giunta e gli uffici regionali a monitorare la situazione da vicino, facendo in modo che Regione Lombardia diventi parte attiva per favorire l’ingresso di nuovi investitori o di partner finanziari solidi in grado di rilanciare il brand sul mercato internazionale. Attraverso questa sollecitazione si punta all’apertura immediata di un tavolo di confronto urgente che veda sedersi insieme i vertici aziendali del Gruppo BCS, le rappresentanze sindacali dei lavoratori e i sindaci dei comuni di Abbiategrasso e Cusago, uniti nello sforzo comune di fare tutto il possibile per salvaguardare i livelli occupazionali e tutelare la stabilità economica di 500 famiglie lombarde.

redazione@varese7press.it