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Le “Terre Inquiete” di Tullio Pericoli in mostra al Museo del Paesaggio di Verbania

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VERBANIA, 30 maggio 2026-Il paesaggio non come semplice riproduzione naturalistica, ma come lingua viva, frammentata e pervasa dalle inquietudini del nostro tempo.

Da oggi, 30 maggio, e fino al 1° novembre 2026, le sale settecentesche di Palazzo Viani Dugnani, sede del Museo del Paesaggio di Verbania in via Ruga 44, ospitano Terre Inquiete, la straordinaria mostra personale di Tullio Pericoli curata da Elena Pontiggia. L’esposizione, inaugurata proprio in questo fine settimana sul Lago Maggiore, offre ai visitatori un percorso di cinquanta opere, metà delle quali totalmente inedite e provenienti in gran parte dall’archivio personale dell’artista. Ad accogliere il pubblico spicca l’immagine-guida della mostra, intitolata L’osservatore di paesaggi, una grande tela a olio in cui un uomo affacciato su una veduta diventa metafora e spunto per una profonda riflessione sulla fragilità e sulle trasformazioni del mondo contemporaneo.

Noto al grande pubblico soprattutto per la sua celebre attività di disegnatore e acuto ritrattista, Pericoli, che nel 2024 è stato insignito del prestigioso Premio Internazionale Feltrinelli per l’Arte dall’Accademia dei Lincei, porta avanti fin da ragazzo una coerente e intima ricerca pittorica incentrata sulla natura. Si tratta di un’indagine che rifiuta categoricamente il verismo di ascendenza ottocentesca. Come spiega lo stesso artista, i suoi non sono quadri di un paesaggista in senso classico, ma l’utilizzo del territorio come un alfabeto utile a esprimere idee e sensazioni rispetto alla realtà odierna. Le sue vedute si ispirano liberamente alle colline della terra marchigiana in cui è nato, ma si esprimono in modo lirico diventando luoghi della fantasia e dell’anima. Se un tempo il contatto con la natura evocava quiete, oggi la pittura di Pericoli restituisce la percezione di una natura minacciata, filtrata attraverso tocchi leggeri di colore e luce che approdano, infine, a una consolante catarsi artistica. Come evidenzia la curatrice Elena Pontiggia, a partire dagli anni Novanta le sue composizioni hanno acuito un senso di frammentarietà, trasformando i luoghi in cartografie concettuali e visioni straniate.

L’allestimento, curato dalla direttrice artistica del Museo Federica Rabai, è stato concepito non come una rigida sequenza cronologica, ma come un cammino a nuclei tematici capace di dialogare con l’architettura e la luce del palazzo, alternando momenti espositivi densi ad altri più rarefatti e contemplativi. L’esposizione crea inoltre un affascinante contrappunto visivo con la collezione permanente della Pinacoteca del Museo del Paesaggio, che custodisce capolavori del naturalismo e del verismo lombardo-piemontese tra Otto e Novecento, firmati da maestri come Arnaldo Ferraguti, Guido Boggiani ed Eugenio Gignous. Rabai ricorda come il lavoro di Pericoli non si limiti a rappresentare il territorio, ma lo interpreti restituendone le tensioni emotive, geologiche e culturali del rapporto tra uomo e ambiente, offrendo al pubblico strumenti nuovi per leggere il contemporaneo. Un plauso all’iniziativa arriva anche dal Presidente del Museo, Massimo Terzi, che ribadisce il ruolo dell’istituzione come punto di riferimento culturale dinamico, aperto e attento alle espressioni più significative del panorama artistico italiano.

Per chi desidera approfondire la complessa poetica dell’artista, sono in programma diverse visite guidate condotte dalla storica dell’arte Ilaria Macchi, previste sempre alle ore 15.30 nelle giornate di sabato 6 giugno, 11 luglio, 8 agosto, 19 settembre e 17 ottobre. Il Museo ha pensato anche alle famiglie, arricchendo il percorso per i più giovani con speciali schede didattiche pensate per accompagnare la visita in modo semplice, chiaro e coinvolgente.

La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00, con l’eccezione del martedì che prevede il giorno di chiusura settimanale.

Il biglietto d’ingresso è fissato a 8 euro per l’intero e 5 euro per il ridotto, e comprende l’accesso sia alla mostra temporanea sia alle ricche collezioni permanenti della struttura, che includono la Gipsoteca Troubetzkoy, la Pinacoteca e la collezione Arturo Martini. Per chi volesse unire l’arte alla bellezza botanica del Verbano, è disponibile un biglietto unico cumulativo con i vicini Giardini Botanici di Villa Taranto, al costo di 18,00 euro intero e 13,00 euro ridotto.

L’evento è realizzato con il sostegno della Città di Verbania, della Regione Piemonte, del Distretto Turistico dei Laghi ed è cofinanziato dai fondi dell’Unione Europea nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg Italia-Svizzera per il progetto intitolato Un posto dove sto bene. Per informazioni è possibile contattare la segreteria del museo o visitare il portale ufficiale.

redazione@varese7press.it