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Gli studenti del Liceo Sereni analizzano il torrente Boesio: un passo didattico verso la Bandiera Blu per Cerro

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LAVENO MOMBELLO, 2 giugno 2026 – La tutela dell’ambiente e il percorso per l’ottenimento di prestigiosi riconoscimenti turistici ed ecologici passano anche attraverso il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni e del mondo della scuola.

In quest’ottica, il Comitato Frazione Cerro ha confermato il proprio pieno appoggio alle attività del Comitato Bandiera Blu per Cerro, realtà fortemente attiva sul territorio fin dal 2022 con l’obiettivo di far conseguire l’importante vessillo alla nota spiaggia locale. Tra le diverse iniziative didattiche promosse nell’ambito di questo percorso spicca il progetto denominato “Adottiamo il Torrente Boesio”, una sinergia di studio e monitoraggio ambientale sviluppata in stretta collaborazione con il Liceo Sereni di Laveno.

Proprio all’interno di questa cornice di salvaguardia territoriale, nella giornata del primo giugno gli studenti del secondo anno del Liceo Sereni di Laveno, accompagnati dai loro docenti di scienze e costantemente seguiti dagli esperti dello Studio Idrobiologico Lombardo, hanno completato un’importante fase di valutazione sullo stato qualitativo del torrente Boesio. L’indagine si è concentrata su un tratto specifico situato all’interno del territorio comunale di Laveno Mombello, applicando sul campo il rigoroso metodo scientifico internazionale RCEI-2, acronimo di Riparian Channel and Environmental Inventory – 2. Questa complessa attività di analisi rientra direttamente tra le prestazioni fornite a titolo gratuito dal Comitato Bandiera Blu a Cerro, in quanto questo genere di monitoraggi e di attività educative e di sensibilizzazione rientra tra i requisiti obbligatori e propedeutici richiesti per l’assegnazione e l’ottenimento del prestigioso riconoscimento internazionale della Bandiera Blu.

Il metodo scientifico utilizzato dai ragazzi sul campo permette di elaborare una dettagliata valutazione dello stato ecologico e qualitativo delle due sponde del corso d’acqua. Questo avviene attraverso la compilazione assistita di un questionario strutturato in quattordici domande a risposta multipla, studiate appositamente per prendere in esame una serie di precisi parametri fisici e ambientali relativi allo stato generale dell’ecosistema fluviale. Prima di passare alla fase operativa sui corsi d’acqua, i giovani studenti hanno partecipato a una lezione teorica propedeutica in aula, durante la quale sono state illustrate la descrizione della metodologia, la corretta procedura di compilazione delle schede e i criteri scientifici necessari alla determinazione del punteggio finale di valutazione.

L’analisi sul campo ha permesso di esaminare accuratamente poco meno di 1.700 metri complessivi del corso idrico, coprendo l’asta fluviale che si snoda a partire dalla foce del torrente fino ad arrivare all’altezza dell’ingresso dello scarico del depuratore di Laveno. I dati emersi dal monitoraggio dettagliato delle sponde hanno fotografato una situazione ambientale complessa e non priva di criticità, con evidenti asimmetrie tra i due lati del fiume. Per quanto riguarda la sponda sinistra, le analisi hanno evidenziato uno stato complessivo giudicato mediocre per il 41% del tratto esaminato, mentre il rimanente 59% è risultato appartenere a una classe qualitativa scadente. La situazione sulla sponda destra si è rivelata leggermente più variegata ma ugualmente meritevole di attenzione, mostrando uno stato compreso tra buono e mediocre per il 29% dell’estensione, un livello mediocre per il 30% e un giudizio scadente per il restante 41% del percorso analizzato.

Il punteggio complessivamente basso ottenuto dal torrente Boesio in questo specifico tratto è da ricondurre in modo chiaro all’elevato livello di artificializzazione riscontrato lungo il corso d’acqua esaminato. Le storiche modifiche strutturali subite dall’alveo riducono notevolmente la naturale capacità di autodepurazione del torrente e, di conseguenza, impattano in modo negativo sulla biodiversità e sulle comunità biologiche che abitano stabilmente queste acque. Tuttavia, gli esperti sottolineano che, anche in un contesto di notevole alterazione ambientale come quello attuale, sussistono ancora concreti margini di intervento per migliorare la funzionalità ecologica del principale corso idrico della Valcuvia.

Questi urgenti interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione potrebbero trovare la loro perfetta collocazione e attuazione nel “Contratto di Fiume”, uno strumento programmatico e istituzionale ritenuto ormai fondamentale e necessario per la rinascita ambientale e la tutela del territorio lavenese.

redazione@varese7press.it