mercoledì, Luglio 22, 2026
Home Milano Bionorica sbarca in Italia: il farmaco vegetale diventa scienza e sfida i...

Bionorica sbarca in Italia: il farmaco vegetale diventa scienza e sfida i falsi miti del “naturale”

0
418

MILANO, 12 giugno 2026 – Un vero e proprio cambio di paradigma che punta a tracciare una linea di demarcazione netta tra il benessere generico e la medicina scientifica. Con una conferenza stampa ufficiale tenutasi a Milano ieri, 11 giugno, il gruppo tedesco Bionorica ha annunciato il proprio sbarco sul mercato italiano. L’obiettivo dell’azienda, leader europeo nel settore con oltre 90 anni di storia e una presenza in 40 Paesi, è introdurre anche in Italia la cultura del “farmaco vegetale”, un modello terapeutico che supera il concetto di “naturale” come sinonimo di semplice origine botanica per elevarlo a medicinale standardizzato e supportato da rigorose evidenze cliniche.

Nel panorama attuale, spesso contrassegnato da una diffusa confusione normativa e commerciale tra integratori alimentari, dispositivi medici e prodotti fitoterapici, il farmaco vegetale si posiziona in modo differente. Come evidenziato dai dati societari, pur trattandosi di medicinali senza obbligo di prescrizione medica, questi prodotti sottostanno ai medesimi requisiti di qualità, sicurezza, farmacovigilanza obbligatoria e autorizzazione regolatoria dei farmaci tradizionali, offrendo una piena responsabilità clinica e un’efficacia scientificamente documentata, elementi non richiesti per gli integratori.

Il pilastro scientifico e industriale di questo approccio è la Fitoingegneria (Phytoneering), un marchio metodologico proprietario che unisce la botanica alle più avanzate tecnologie ingegneristiche e farmaceutiche. Il presupposto fondamentale della Fitoingegneria è che la natura, da sola, non basti a causa della variabilità intrinseca delle piante. Attraverso il controllo totale della filiera – dalla selezione dei semi alla coltivazione controllata, fino ai processi estrattivi high-tech – il metodo trasforma la complessità della pianta in un “sistema attivo” riproducibile e costante nel tempo.

Sotto il profilo farmacologico, il farmaco vegetale introduce un concetto innovativo rispetto alla terapia chimica tradizionale, basata solitamente su una singola molecola mirata a un unico bersaglio. Come spiegato dal professor Mario Dell’Agli, Ordinario di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Milano, il valore terapeutico di questo modello risiede nell’azione integrata e coordinata di molteplici componenti vegetali, che agiscono in modo sinergico e complementare su diversi meccanismi fisiologici.

Un simile profilo scientifico apre scenari d’interesse anche per la sanità pubblica, in particolare sul fronte della gestione dell’appropriatezza terapeutica. Il professor Andrea Genazzani, ginecologo e clinico, ha evidenziato come la disponibilità di opzioni terapeutiche vegetali validate e dal ruolo clinico definito possa rappresentare uno strumento prezioso per affrontare patologie ricorrenti o non complicate, contribuendo in modo razionale alla cruciale sfida globale della riduzione dell’antimicrobico-resistenza.

La sfida italiana di Bionorica è guidata dal Country Head Manuel Cavallin, affiancato nelle strategie globali dal CCO e vice CEO Marco Linari, il quale ha ribadito come il vero valore risieda nel metodo che rende la pianta clinicamente affidabile. L’incontro milanese, moderato dal giornalista medico-scientifico Nicola Miglino, ha tracciato la rotta per un futuro in cui la medicina vegetale non cercherà di essere “più naturale”, ma stringente, replicabile e validata dalla scienza.

redazione@varese7press.it