ESINE (BS), 12 giugo 2026 – Una struttura moderna, sostenibile e interamente orientata al territorio. È stato inaugurato ufficialmente il nuovo Ospedale di Comunità di Esine, in Valcamonica, un’opera da circa 5 milioni di euro finanziata interamente con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).
Al taglio del nastro era presente il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, accompagnato dagli assessori regionali Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Giorgio Maione (Ambiente e Clima), oltre ai vertici di ASST Valcamonica, ai rappresentanti degli ordini professionali sanitari e ai sindaci del territorio.
I numeri e la struttura: un edificio a energia quasi zero
Il nuovo presidio si sviluppa su una superficie di circa 1.000 metri quadrati, articolati su un piano fuori terra (già operativo e in grado di
ospitare fino a 20 pazienti) e un piano interrato dedicato ai servizi tecnici. La progettazione segue standard costruttivi di assoluta eccellenza e prevede già la possibilità di un futuro ampliamento verticale.
L’edificio si distingue anche per la sua anima “green”, essendo classificato come Nearly Zero Energy Building (edificio a energia quasi zero) grazie a:
Un impianto geotermico con 18 sonde verticali a 100 metri di profondità.
Tre pompe di calore ad alta efficienza.
Un impianto fotovoltaico da 55 kW in copertura.
Sistemi di termoregolazione monitorabili da remoto.
“Abbiamo scelto soluzioni che riducono i consumi e azzerano le emissioni inquinanti — ha evidenziato l’assessore all’Ambiente Giorgio Maione — La montagna ha diritto a una sanità accessibile e moderna quanto le città, e questo Ospedale di Comunità va esattamente in questa direzione”.
Il “modello Valcamonica”: formazione e assunzioni contro la carenza di organico
L’Ospedale di Comunità sarà una struttura a prevalente gestione infermieristica. Il vero punto di forza del progetto risiede nella sinergia con il Corso di Laurea in Infermieristica promosso dall’Università degli Studi di Brescia in raccordo con l’ASST della Valcamonica.
I dati dimostrano l’efficacia di questa intuizione: negli ultimi tre anni, l’ASST Valcamonica ha assunto a tempo indeterminato 80 infermieri, di cui 47 laureati proprio all’interno del polo didattico locale.
“Un legame che si è confermato un canale fondamentale per il reclutamento di nuovo personale, rispondendo concretamente alla carenza di organici”, ha sottolineato il presidente Attilio Fontana. Sulla stessa linea l’assessore Simona Tironi: “Formazione, lavoro e servizi di qualità devono camminare insieme per offrire ai giovani l’opportunità di costruire il proprio percorso professionale senza allontanarsi dal territorio”.
Come funziona la struttura e l’accesso alle cure
L’Ospedale di Comunità si configura come una struttura di ricovero breve, pensata per accogliere pazienti che non necessitano di un reparto ospedaliero specialistico ma che, al tempo stesso, non possono essere assistiti adeguatamente a domicilio.
Come spiegato dal Direttore Generale di ASST Valcamonica, Corrado Scolari, la struttura funge da vero e proprio “ponte” tra l’ospedale
e la casa del paziente. L’accesso avviene tramite la Centrale Operativa Territoriale (Cot), su segnalazione dei reparti di degenza, del Pronto Soccorso o su proposta della rete territoriale (Medici di Medicina Generale, Infermieri di Famiglia e Assistenti Sociali).
La rete si completa: verso la copertura totale della Valle
Con l’inaugurazione di Esine, prosegue la rivoluzione della sanità capillare in quota. Esattamente un anno fa, il 12 giugno 2025, veniva inaugurata la Casa di Comunità di Ponte di Legno, la prima di sei strutture analoghe già attive sul territorio.
Il piano di potenziamento della sanità di prossimità camuna troverà presto il suo definitivo compimento: a breve sono infatti previste le inaugurazioni della settima Casa di Comunità e del secondo Ospedale di Comunità a Edolo.




