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Il valore umano della donazione: il 14 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. I dati e l’appello di Avis Medio Varesotto

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VARESE, 13 giugno 2026 – In una sola goccia di sangue si nasconde una profonda testimonianza di umanità, un legame invisibile ma potentissimo che unisce chi dona a chi riceve la speranza di una cura o la salvezza stessa della propria vita. Proprio su questo profondo valore umano si concentra la campagna dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione del World Blood Donor Day 2026, la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue che, dal 2004, ricorre in tutto il pianeta il 14 giugno. Una data tutt’altro che casuale, scelta per celebrare la nascita di Karl Landsteiner, il celebre scienziato scopritore dei gruppi sanguigni e coscopritore del fattore Rhesus, la cui intuizione gli valse il Premio Nobel per la Medicina nel 1930 e trasformò radicalmente le trasfusioni, fino ad allora gravate da esiti spesso drammatici, in una pratica medica sicura e standardizzata.

Il percorso della medicina trasfusionale da quel momento ha vissuto un’evoluzione scientifica e tecnologica straordinaria. Le vecchie trasfusioni dirette, quelle che avvenivano “braccio a braccio” con donatore e paziente distesi l’uno accanto all’altro, appartengono ormai a un passato remoto. L’introduzione degli anticoagulanti ha permesso il passaggio alla trasfusione indiretta, consentendo di raccogliere il sangue in un luogo e somministrarlo dove necessario, mentre l’avvento di conservanti specifici ha esteso la durata del sangue raccolto dagli iniziali ventuno giorni fino agli attuali quarantaquattro o quarantanove. La rivoluzione successiva ha riguardato i materiali, con il passaggio dai rigidi flaconi di vetro alle moderne sacche plastiche; un cambiamento che ha reso possibile la scomposizione del sangue nei suoi tre elementi principali, ovvero concentrati di piastrine, globuli rossi e plasma, ciascuno caratterizzato da specifiche modalità di conservazione e impiego clinico. Oggi, grazie ad apparecchiature all’avanguardia per l’aferesi, è persino possibile prelevare selettivamente singole frazioni ematiche o raccogliere le cellule staminali emopoietiche indispensabili per i trapianti, il tutto all’interno di un sistema di indagini e procedure blindate per garantire la massima sicurezza a ogni attore del processo.

Nonostante questi incredibili traguardi tecnologici, la trasfusione di emocomponenti resta una terapia salvavita del tutto

insostituibile, un pilastro fondamentale senza il quale non potrebbero essere eseguiti interventi chirurgici complessi, trapianti di organi

Il Dottor Vincenzo Saturni

solidi e di midollo osseo, o terapie mediche d’impatto come la chemioterapia. Il sangue, inoltre, rappresenta l’unico presidio capace di prolungare l’esistenza e migliorare in modo significativo la quotidianità di tantissimi pazienti affetti da anemie croniche. Eppure, l’intera impalcatura di questa eccellenza medica poggia esclusivamente sulla generosità quotidiana e silenziosa di donne e uomini che scelgono di diventare e rimanere donatori periodici, operando in modo volontario, non remunerato, anonimo e associato all’Avis.

Il riflesso concreto di questa immensa catena della solidarietà si misura nei numeri eccezionali registrati sul nostro territorio. Nel corso del 2025, gli oltre ottomila donatori afferenti ad Avis Sovracomunale Medio Varesotto hanno offerto un contributo straordinario presso il Servizio Trasfusionale di Varese, totalizzando 9.717 donazioni di sangue intero e ben 2.200 donazioni di plasma. Si tratta di cifre che testimoniano il grande cuore della comunità locale, ma che raccontano solo una parte di una trasformazione ancora più ampia. Accanto ai progressi scientifici, infatti, sono maturati enormi cambiamenti sociali: oggi il donatore e l’Avis non rappresentano semplicemente la “fonte” tecnica di un tessuto biologico a scopo trasfusionale, ma incarnano veri e propri avamposti di altruismo, mondialità, consapevolezza e gratuità. Sono promotori attivi di una cultura della partecipazione, del dono e della tutela della salute attraverso l’adozione di stili di vita positivi.

È proprio in occasione di questa ricorrenza globale che il dottor Vincenzo Saturni, vicepresidente di Avis Sovracomunale Medio Varesotto, ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutti i cittadini che già compiono questo gesto e un accorato appello alla popolazione. L’invito, in una giornata di festa e di profonda riflessione come il World Blood Donor Day, è rivolto a chi non ha ancora compiuto questo passo affinché scelga di diventare donatore, contattando la sede Avis più vicina alla propria abitazione per trasformare una semplice intenzione in una concreta goccia di speranza.

redazione@varese7press.it