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Milano, la protesta dei cittadini albanesi contro il governo Rama: «Sistema corrotto, vogliamo gente onesta»

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MILANO, 13 giugno 2026di GIANNI BERALDO 

Quasi 1.500 cittadini albanesi, molti dei quali residenti a Milano e altri giunti da diverse città della Lombardia, si sono dati appuntamento oggi pomeriggio, verso le ore 17,  in Piazza del Castello a Milano. Una mobilitazione importante, che abbiamo seguito direttamente sul campo per raccogliere le voci della piazza e comprendere le ragioni profonde della protesta.

L’impatto visivo è potente: la gran parte dei presenti indossa le magliette rosse della nazionale di calcio albanese, altri sono avvolti nelle bandiere rosse con l’aquila bicipite ben impressa al centro, sventolate con rabbia e orgoglio. A comporre la folla sono soprattutto molti giovani, coppie e interi nuclei familiari, tutti uniti in una personale e sentita ‘battaglia’ politica antigovernativa.

Nel corso della manifestazione, gli organizzatori si sono alternati su uno spiazzo dedicato agli oratori, incitando i presenti e lanciando cori incessanti contro il governo albanese e il suo Primo Ministro, Edi Rama.

Tra la folla, le testimonianze raccolte raccontano una profonda frattura con le istituzioni della madrepatria. “Sono tutti corrotti. E’ un governo dove la corruzione è dilagante e noi non li vogliamo più vedere. Adesso basta, questo sistema così marcio e corrotto non ci rappresenta. Al governo vogliamo gente onesta”, ci dice con fermezza un manifestante di 35 anni. L’uomo è arrivato a Milano da Crema, la città in cui lavora, insieme alla giovane moglie e ai due figli piccoli, tutti con addosso la maglietta della nazionale.

“Non voglio che i mie figli pensino che l’Albania sia quella che oggi viene rappresentata dal governo Rama, pretendo che anche loro possano

Un manifestante presente con la famiglia

tornare un giorno in una Albania libera dalla corruzione”, aggiunge.

Quando poi gli viene chiesto un parere sui rapporti di amicizia tra Rama e la Premier italiana Giorgia Meloni, la risposta è netta: “Ma lei pensa che Rama si genufletti al cospetto della vostra premier senza avere interessi personali? Non credo”.

In effetti, negli ultimi decenni l’Albania si è spesso contraddistinta per vicende legate a funzionari e politici corrotti, come dimostrato da diverse indagini della stessa magistratura albanese. Al di là dell’attuale stato delle cose, vedere una piazza così gremita e determinata contro il governo in carica fa indubbiamente un certo effetto.

La manifestazione è durata circa due ore, un lasso di tempo in cui i cori e le invettive contro Rama e l’esecutivo non sono cessati un solo istante. È il segno tangibile di un malessere diffuso e radicato da parte della comunità albanese residente in Italia, che oggi ha scelto Milano – in contemporanea con altre mobilitazioni in Lombardia e non solo – per far sentire la propria voce.

direttore@varese7press.it