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Elettrosmog a Varese, i comitati attaccano il Comune: “Regolamento disatteso e antenne fuori controllo”

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VARESE, 15 giugno 2026 – L’allarme elettrosmog accende il dibattito politico e sociale in città, sollevando pesanti interrogativi sulla gestione della salute pubblica e della pianificazione territoriale. In vista dell’XI Giornata Mondiale EHS (Elettrosensibilità), il comitato cittadino DLA ha promosso lo scorso 13 giugno un incontro informativo cruciale per fare il punto sulla diffusione delle onde elettromagnetiche artificiali. L’evento ha ospitato Paolo Orio, presidente dell’AIE (Associazione Italiana Elettrosensibili), che ha offerto un quadro aggiornato e allarmante sullo stato dei lavori dal punto di vista legale, sociale e politico, soffermandosi in particolare sui danni biologici ormai acclarati determinati dall’esposizione continua a queste radiazioni.

Fulcro del confronto, ospitato presso la sede di abrigliasciolta — l’impresa culturale guidata dalla referente di DLA —, è stata la presentazione del volume fresco di stampa intitolato “Che ne sai dell’elettrosmog?”. Il testo, un’opera snella ma densa di oltre duecento pagine, esplora con precisione il legame tra ambiente e inquinamento, analizzando l’impatto delle radiazioni e illustrando i più recenti interventi normativi in materia. Il libro è il frutto del lavoro sinergico e puntuale dell’AsSIS (Associazione di Studi e Informazione sulla Salute), dell’AIE e del Movimento Elettrosmog e 5G.

Sia la pubblicazione che il dibattito hanno inevitabilmente puntato i riflettori sulla condotta dell’amministrazione comunale di Varese. Secondo quanto emerso, Palazzo Estense non avrebbe onorato, negli ultimi dieci anni, i dettami del regolamento cittadino in materia; uno strumento all’avanguardia licenziato nel 2008 proprio da Varese, che era stato il primo comune a dotarsene insieme all’istituzione di una specifica Consulta Elettrosmog. Un paradosso normativo che vede una delle città pioniere nella regolamentazione subire oggi una preoccupante stasi applicativa.

Il quesito fondamentale che DLA, affiancato dal Comitato di Bizzozzero, intende porre con forza all’attuale amministrazione riguarda i motivi per cui viene sistematicamente disatteso uno strumento vitale come il Piano delle Antenne. Questa pianificazione rappresenta l’unica arma in grado di restituire ai Comuni il potere indiscutibile di governo del territorio nei confronti dei colossi delle telecomunicazioni. La mancanza di controllo ha già mostrato i suoi effetti sul campo: ne è una dimostrazione la recente nascita di un nuovo comitato spontaneo di cittadini, colti del tutto impreparati dall’installazione di un’antenna Iliad su un sito privato in un’area sottoposta a tutela ambientale.

Se il Piano delle Antenne venisse correttamente sottoposto al confronto preventivo con i gestori, l’installazione delle infrastrutture potrebbe essere monitorata, razionalizzata e ridotta al minimo. A Varese, invece, l’assenza di iniziativa ha portato a una vera e propria proliferazione selvaggia, con circa duecento Stazioni Radio Base già attive sul territorio urbano. A queste sono destinate ad aggiungersi le nuove antenne previste dal piano di localizzazione 2026, un documento che l’amministrazione ha omesso di presentare e discutere pubblicamente con la cittadinanza.

L’intervento di Paolo Orio ha sollevato un dubbio tanto semplice quanto stringente: per quale motivo il Comune non si avvale di consulenti tecnici preparati e indipendenti? La tutela del territorio, dei cittadini e della salute pubblica è un compito precipuo e inderogabile del sindaco e della giunta, come sancito chiaramente dal Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli enti locali.

Al contrario, le risposte ufficiali che giungono dall’Assessorato all’Ambiente — nel silenzio dell’Assessorato all’Urbanistica — assomigliano a un copione già scritto. In risposta alle annuali osservazioni presentate dai comitati, l’ente pubblico replica sostenendo di avere le “mani legate” dalla normativa nazionale e annuncia un imprecisato avvio dell’aggiornamento del Regolamento Comunale per le Strutture di Comunicazione Elettronica, etichettandolo come obsoleto, pur rimanendo formalmente in vigore e del tutto disatteso.

Davanti a questo muro di gomma, DLA ha iniziato a muoversi in autonomia. Il comitato ricorda come, sin dall’insediamento delle giunte nel 2016 con De Simone e Civati, e successivamente nel 2021 con San Martino e Civati, siano stati inviati reiterati inviti al Sindaco e agli assessorati competenti per convocare la Consulta Elettrosmog, prevista dalla delibera del Consiglio Comunale numero 44 del 15 settembre 2008. Sulla salute pubblica, sulla salvaguardia dell’ambiente e sull’urbanizzazione non sono ammessi passi falsi o leggerezze.

DLA Varese ribadisce il concetto a tutta la macchina amministrativa, evidenziando come l’organo consultivo fosse stato precedentemente elevato persino a rango di “necessario e indispensabile”. Nei fatti, però, né in quella promessa sede né in momenti successivi è mai stato affrontato con la cittadinanza il piano né le modifiche regolamentari.

In questo anno elettorale, confidando nella collaborazione fattiva di tutti i rappresentanti della cosa pubblica, eletti democraticamente anche dai membri di questo comitato, DLA Varese rivolge un appello formale ai governanti locali: affiggere fuori dalla casa comunale la bandiera per la IX Giornata Mondiale EHS, a dimostrazione di un reale interesse nei confronti della salute dei cittadini.

Nel frattempo, domani DLA e abrigliasciolta celebreranno la ricorrenza pubblicando online il video integrale dell’incontro, intitolato significativamente “Rendere visibile l’invisibile”, sostituendosi ancora una volta alle istituzioni del territorio.

redazione@varese7press.it