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Varese, l’impegno di Openjobmetis e Family Care premiato dall’UNHCR per l’integrazione dei rifugiati

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Marco Citelli - Candidate talent attraction specialist di Openjobmetis

VARESE, 18 giugno 2026 – Importante riconoscimento per Openjobmetis, tra i principali operatori del settore del lavoro in Italia, e per la sua controllata Family Care, agenzia specializzata nell’assistenza familiare domiciliare e ospedaliera. Entrambe le realtà hanno ricevuto anche quest’anno il premio “Welcome. Working for Refugee Integration 2025”, assegnato dall’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati. L’iniziativa, sostenuta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da Confindustria e dal Global Compact Network Italia, valorizza le aziende che si distinguono per l’attivazione di contratti regolari e conformi ai contratti collettivi nazionali a favore di rifugiati e richiedenti asilo.

Nel corso del 2025, Openjobmetis ha inserito nel mercato occupazionale italiano 2.240 rifugiati e richiedenti asilo, segnando un incremento del 10,2% rispetto all’anno precedente. La maggior parte delle collaborazioni ha riguardato contratti a tempo determinato, che sono stati 1.988, mentre i contratti a tempo indeterminato hanno toccato quota 252, con una crescita significativa del 40,8%.

Questo modello di inclusione si rivolge principalmente alle nuove generazioni, dato che oltre l’85% dei lavoratori inseriti ha un’età inferiore ai 40 anni. Le nazionalità maggiormente rappresentate all’interno di questi percorsi sono quella pakistana con 399 inserimenti, quella bangladese con 386 e quella nigeriana con 207. Tra le progettualità mirate si segnalano anche quelle della Divisione Agroalimentare, che ha attivato collaborazioni per il diserbo manuale nei campi e ha avviato progetti specifici per operai agricoli in Abruzzo e in Puglia.

In parallelo, Family Care ha registrato un forte consolidamento nel settore dell’assistenza familiare, facendo registrare 354 inserimenti di rifugiati nel 2025, pari a un balzo in avanti del 45,1% rispetto all’anno precedente. In questo comparto si contano 292 contratti a tempo determinato e 62 a tempo indeterminato.

A differenza della capogruppo, i dati di Family Care evidenziano una netta prevalenza femminile, che sfiora il 90% del totale dei lavoratori coinvolti. Le principali nazionalità di provenienza per l’assistenza domiciliare e ospedaliera sono quella peruviana con 100 inserimenti, quella ucraina con 76 e quella georgiana con 37.

L’attivazione di contratti regolari si dimostra non solo uno strumento di dignità e autonomia, ma anche un fondamentale presidio di legalità per contrastare fenomeni come il lavoro irregolare, lo sfruttamento e il caporalato. Al contempo, l’integrazione di questi profili offre una risposta concreta alle imprese italiane che faticano a reperire manodopera a causa dell’invecchiamento della popolazione.

L’Amministratore Delegato di Openjobmetis e Family Care, Rosario Rasizza, ha espresso soddisfazione per il premio ricevuto, ribadendo che ogni inserimento tutelato rappresenta un tassello di equilibrio sociale ed economico, capace di generare valore per l’intero sistema produttivo e di coniugare inclusione e competitività per il Paese.

redazione@varese7press.it