VARESE, 18 giugno 2026-Regione Lombardia compie un passo decisivo nelle politiche abitative, mettendo a disposizione 96 milioni di euro per incrementare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili. Il piano si rivolge in particolare a lavoratori, studenti, famiglie con un Isee compreso tra i 14.000 e i 40.000 euro e persone in condizioni di fragilità che faticano a trovare soluzioni sostenibili sul libero mercato. Grazie a queste risorse, provenienti dai fondi europei Fesr e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione, sarà possibile riqualificare circa 2.500 abitazioni da destinare all’affitto a canoni nettamente inferiori rispetto ai valori di mercato attuali.
La nuova misura è stata presentata a Varese, presso la sede dell’Ufficio territoriale regionale, durante l’ottava tappa del tour istituzionale “Abita in Lombardia. Qui Puoi”. L‘incontro, nato per dialogare con gli stakeholder pubblici e privati del territorio, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, e del sottosegretario regionale alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo. Durante il confronto è emersa la volontà chiara di strutturare una risposta concreta per quella fascia di popolazione rimasta finora esclusa dai canali di sostegno tradizionali.
L’assessore Franco ha infatti evidenziato come in Lombardia esista una fetta sempre più rilevante di cittadini che, pur lavorando e pagando regolarmente le tasse, non riesce a sostenere i costi dei canoni di locazione privati. Si tratta di nuclei familiari comuni con stipendi normali che, a causa del generale aumento del costo della vita, si trovano in forte difficoltà economica, ma che al contempo non hanno i requisiti di povertà necessari per accedere alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica. Per dare una risposta a questa platea sempre più ampia, la Lombardia si propone come la prima regione in Italia a definire una strategia di housing sociale basata su una visione di medio e lungo periodo.
Il pacchetto di interventi, i cui criteri sono stati approvati dalla Giunta regionale all’interno della più ampia “Missione Lombardia”, si articola

in che tre filoni specifici rivolti a imprese, cooperative, Comuni, Aler ed enti del Terzo settore. La prima linea, dotata di 48 milioni di euro, è dedicata al mondo imprenditoriale, cooperativo e alle amministrazioni locali, mentre la seconda riserva 35 milioni di euro direttamente alle Aler. I restanti 13 milioni della terza linea sono invece destinati agli enti che operano nel sociale e alle realtà religiose, con l’obiettivo di sostenere le fragilità e rispondere a esigenze abitative temporanee legate a motivi di studio, lavoro o percorsi di cura.
Gli incentivi, che prevedono un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 2 milioni di euro per le linee dedicate ai privati e al sociale e fino a 15 milioni per le Aler, saranno vincolati al mantenimento della destinazione d’uso a servizio abitativo sociale per un periodo minimo di venti anni. L’obiettivo delle prime due linee è favorire il mix abitativo e la rigenerazione dei quartieri residenziali pubblici attraverso il recupero di immobili già esistenti e la loro successiva locazione permanente a prezzi calmierati. La terza linea punta invece su soluzioni flessibili e prevalentemente temporanee per dare risposte immediate a categorie specifiche, come genitori separati, donne vittime di violenza, lavoratori a termine o studenti fuori sede.
Questo massiccio stanziamento si aggiunge ai 18,5 milioni già attivati nel 2024, che avevano permesso il recupero di circa 450 alloggi. Come concluso dall’assessore Franco durante la tappa di Varese, la sfida attuale risiede nella capacità di fare rete e costruire un modello innovativo basato su una vera e propria “Alleanza per la Casa”. Unendo le forze di istituzioni, operatori economici e Terzo settore si punta non solo a garantire il fondamentale diritto all’abitare, ma anche a preservare e rilanciare l’attrattività e la competitività dell’intero territorio lombardo.




