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Il Festival Medievale di Hita, quando il borgo ritorna al Trecento: giostre, alchimia, mercato e tanta letteratura

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Festival Medieval de Hita (Fotos Alberto Paredes tel 607868238 www.albertoparedes.com)

HITA (Spagna), 25 giugno 2026 – C’è un giorno all’anno in cui l’atmosfera tradizionale della zona dell’Alcarria si dissolve completamente, lasciando spazio alle cotte di maglia, al profumo dei falò e all’eco lontana delle dulzainas, i tradizionali strumenti a fiato spagnoli.

Sabato prossimo, 4 luglio, il borgo di Hita – situato nella comunità autonoma della Castiglia-La Mancia e inserito nel ristretto gruppo dei “borghi più belli di Spagna” – celebrerà l’evento principale del suo 64° Festival Medievale. Si tratta di uno degli appuntamenti di rievocazione storica più antichi e prestigiosi della penisola iberica, un vero e proprio viaggio nel tempo che riporta l’orologio direttamente al 1330.

L’evento, già riconosciuto come Festival di Interesse Turistico Nazionale, aspira oggi a ottenere il riconoscimento Internazionale e il titolo di Bene di Interesse Culturale, grazie a un mix unico di precisione storica, teatro e grandi nozze letterarie.

Per il pubblico italiano, l’anima di questa manifestazione risulterà sorprendentemente familiare. Juan Ruiz, l’Arciprete di Hita, fu infatti contemporaneo di Giovanni Boccaccio. Mentre Firenze dava alla luce il Decameron, l’Alcarria assisteva alla nascita del Libro del Buen Amor. Entrambe le opere condividono uno spirito vitale, picaresco e sottilmente irriverente, che superava il rigido misticismo medievale per abbracciare le passioni umane, l’erotismo e la satira anticlericale. Non è un caso, infatti, che nei corsi di letteratura comparata in Italia l’Arciprete di Hita venga costantemente studiato insieme a Boccaccio.

I legami con il nostro Paese continuano nel XV secolo grazie al fondatore culturale del borgo, Íñigo López de Mendoza, Marchese di Santillana. Appassionato ammiratore di Dante Alighieri e di Francesco Petrarca, il Marchese tradusse in spagnolo gran parte della letteratura umanistica italiana e introdusse i primi sonetti “in stile italiano” nella letteratura castigliana, legando la rinascita di Hita al fascino per Firenze e Roma.

Un borgo trasportato nel Medioevo: il programma della giornata

La giornata di sabato 4 luglio inizierà presto, alle undici del mattino, con l’apertura dei mercanti del souk lungo via Puerta de Caballos e via Muralla, tra arazzi, profumi e prelibatezze. A Hita il mercato ha un’anima prettamente letteraria: verso mezzogiorno, in Plaza del Arcipreste, prenderà vita la rievocazione delle nozze di Don Melón e Doña Endrina, i celebri protagonisti del Libro del Buen Amor. Il corteo nuziale trascinerà i visitatori tra danze castigliane e musica medievale, prima della pausa per il pranzo nelle taverne di Plaza Doña Endrina.

Nel pomeriggio, l’attenzione si sposterà fuori dalle mura, nel Palenque situato ai piedi dei bastioni. Alle 19:30 le tribune si riempiranno per il Torneo Medievale, dove i cavalieri della compagnia Legend Especialistas si sfideranno in giostre equestri, cadute spettacolari e duelli con la spada. Al tramonto, il tradizionale Alarde lascerà il posto ai suonatori di dulzaina sul Mirador del Arcipreste, introducendo l’atmosfera magica della notte.

Il culmine culturale della serata scatterà alle 22:00 nella suggestiva cornice delle rovine della Chiesa di San Pedro, uno scheletro di pietra mudéjar distrutto durante la Guerra Civile Spagnola ed esposto al cielo notturno. Qui, il carismatico attore Rafael Álvarez “El Brujo” salirà sul palco per interpretare il Lazarillo de Tormes, nella leggendaria versione di Fernando Fernán Gómez.

Quasi contemporaneamente, la Plaza del Arcipreste accoglierà l’ipnotica e inquietante Danza della Morte, eseguita dal Gruppo di Danza Spagnola Complutense come monito sulla fragilità umana. Per i nottambuli, a mezzanotte il Palenque ospiterà il brutale Combattimento Notturno Medievale caratterizzato dall’uso del fuoco, seguito dal concerto di musica folk del gruppo Grimorium.

Le torce si spegneranno dopo le 1:30, riaccompagnando i viaggiatori nel XXI secolo dopo una giornata in cui la storia e la letteratura si sono dimostrate più vive che mai.

redazione@varese7press.it