VARESE, 28 giugno 2026 – di GIANNI BERALDO
Il Parco Zanzi alla Schiranna è senza dubbio uno dei fiori all’occhiello della nostra città. Un’area verde lambita dal lago, vitale e frequentatissima in ogni periodo dell’anno.
Durante le numerose competizioni di canottaggio di portata nazionale e internazionale, si trasforma in una vera e propria cittadella dello sport, capace di accogliere migliaia di persone tra atleti e accompagnatori.
Ma il parco è da sempre molto amato dai varesini (e non solo) anche nella sua dimensione quotidiana: per una semplice passeggiata – un autentico toccasana in queste settimane di grande caldo –, per un pic-nic in famiglia o per godersi qualche momento di relax partecipando alle numerose feste in programma tutto l’anno.
Il Parco Zanzi è, inoltre, il naturale prosieguo della pista ciclopedonale, il cui anello abbraccia il lago per quasi 30 chilometri. Parliamo insomma di un’oasi che andrebbe curata, tutelata e protetta da qualsiasi situazione di degrado che possa comprometterne l’equilibrio naturale. Purtroppo, non sempre è così.
Ieri sera, percorrendo il tratto che dal parco porta verso la pista ciclopedonale – precisamente nella zona limitrofa a una sede della Protezione Civile di Varese – ci siamo imbattuti in una scena che fa gridare allo scandalo.
Ai lati della strada, a ridosso del bosco che delimita la pista dal parco, giacevano abbandonati ben 7 grandi sacchi della spazzatura.
Chi ha compiuto questo scempio (e definirlo “incivile” non rende minimamente l’idea) ha persino pensato bene di suddividere il proprio carico illecito, gettando i sacchi a distanza di qualche metro l’uno dall’altro, un paio alla volta. Il tutto in bella vista, sotto gli occhi degli automobilisti in transito, dei ciclisti, dei podisti e delle famiglie che frequentano la zona.
È una vera e propria vergogna che un patrimonio verde di tale pregio venga deturpato in questo modo. Ed è altrettanto inaccettabile che tutto ciò avvenga senza che nessuno, tra coloro che hanno il compito di controllare e presidiare il territorio, sia ancora intervenuto per porre rimedio e trovare soluzioni concrete contro l’abbandono selvaggio dei rifiuti.
Il Parco Zanzi merita rispetto, non l’indifferenza.




