MALNATE, 29 giugno 2026-Riceviamo e pubblichiamo la nota congiunta dei consiglieri comunali di opposizione di Malnate e del Comitato Civico
Il dibattito intorno alla stabilità e alla gestione del Ponte di Malnate continua ad arricchirsi di nuove tensioni e interrogativi legittimi che meritano risposte concrete, ben oltre le semplici rassicurazioni formali. Nel corso del mese di aprile, è stata presentata in Consiglio comunale a Malnate una mozione chiara e ragionevole, focalizzata sulla richiesta formale al Comune di attivarsi per istituire una Conferenza dei Servizi.
Questa procedura avrebbe dovuto coinvolgere direttamente tutti gli enti preposti alla tutela, al controllo e alla manutenzione della storica infrastruttura ferroviaria, garantendo un percorso istituzionale rigoroso e condiviso. La risposta della Giunta è stata tuttavia negativa, basandosi sulla convinzione che una procedura così articolata e partecipata non fosse necessaria e che sarebbe bastata una semplice comunicazione via posta elettronica certificata.
Da quel momento, il dibattito pubblico non si è affatto spento, ma ha visto un moltiplicarsi di interviste, video e dichiarazioni volti a ribadire la sicurezza della struttura, la continuità del monitoraggio da remoto e l’assenza di criticità immediate. Parallelamente, l’attenzione si è concentrata anche sulla valorizzazione della dimensione storica e simbolica del maestoso viadotto, inaugurato il 5 maggio 1928 e ormai prossimo al traguardo del suo primo centenario.
Proprio in questo contesto emerge però una contraddizione evidente che non può essere ignorata dalla comunità e dalle istituzioni locali. Se l’infrastruttura viene costantemente monitorata e non presenta anomalie macroscopiche, diventa difficile spiegare i ripetuti episodi di caduta di calcinacci che si verificano sotto gli occhi dei cittadini, così come appare singolare l’annuncio di un piano di manutenzione straordinaria di rilevante entità, caratterizzato da tempi di progettazione e realizzazione particolarmente importanti.
Queste considerazioni sollevano interrogativi immediati sulla frequenza e sulla documentazione degli interventi di manutenzione ordinaria effettuati negli ultimi anni. Non si tratta di alimentare allarmismi ingiustificati o polemiche fini a se stesse, bensì di dare voce a richieste di trasparenza che nascono dall’osservazione diretta del territorio, poiché il viadotto non è un’entità astratta ma un’opera monumentale che incide quotidianamente sulla vita dei residenti.
A seguito del confronto consiliare e dell’attenzione mediatica, i cittadini hanno scelto di non lasciare cadere la questione, unendosi nel Comitato Civico per la Sicurezza e la Trasparenza del Ponte per chiedere partecipazione e non contrapposizione, rivendicando il diritto democratico di comprendere a fondo lo stato di salute di un’opera così strategica.
La mobilitazione ha superato i confini comunali di Malnate, estendendosi fino a Varese, dato che il ponte insiste strutturalmente anche sul territorio del capoluogo. Una formale richiesta di confronto è stata indirizzata al Sindaco Davide Galimberti per proporre l’apertura di un tavolo istituzionale allargato che includa gli enti competenti, i rappresentanti dei cittadini e i tecnici di fiducia della comunità.
L’auspicio è che l’Amministrazione di Varese sappia cogliere questa istanza come una preziosa opportunità di partecipazione democratica e trasparenza amministrativa, piuttosto che come un ostacolo burocratico. Un confronto pubblico, documentato e basato su risposte verificabili rappresenta la strada principale per consolidare la fiducia della collettività e garantire la massima trasparenza sul futuro del ponte.




