VARESE, 30 giugno 2026-Da “eroi nazionali” della pandemia a professionisti dimenticati al momento di far quadrare i bilanci. È durissimo lo scontro che si è consumato ieri, lunedì 29 giugno, al tavolo regionale tra la Regione Lombardia e i sindacati del comparto sanitario.
Il NurSind (il maggiore sindacato degli infermieri), insieme a Cisl Fp Lombardia, Fials e Nursing Up, ha deciso di non sottoscrivere il verbale di confronto sulle RAR 2026 (Risorse Aggiuntive Regionali), gli incentivi economici con cui il Pirellone premia l’impegno del personale del Servizio sanitario regionale.
La protesta nasce da un progressivo e drastico taglio dei fondi: nell’arco di pochi anni, denunciano i sindacati, i fondi annuali destinati ai lavoratori sono scesi da 1.200 euro a poco più di 700 euro, registrando costanti diminuzioni anno dopo anno.
Il comunicato del sindacato mette in luce il profondo divario tra le dichiarazioni pubbliche della politica e le scelte economiche effettive. Un paradosso che vede la Regione cercare disperatamente personale all’estero per colmare le carenze, senza però valorizzare chi già lavora sul territorio.
“In Regione hanno bisogno di una cura di fosforo – commenta Donato Cosi, segretario NurSind Lombardia –. Alla mattina elogiano il lavoro degli infermieri, cercano soluzioni per sopperire alla grande carenza, andando a cercarli persino in Sudamerica e in Asia. Confermano i problemi sollevati in merito al carovita cercando soluzioni per andare incontro alle necessità degli infermieri della Lombardia che coi costi degli affitti e del caro vita alle stelle non riescono a sostenere le spese. Poi, quando davvero arriva il momento di mettere in atto queste soluzioni, si dimenticano di quanto detto e tolgono soldi a coloro che, fino a poche ore prima, erano i lavoratori da aiutare”.
Un milione di infermieri in sofferenza: “Ci hanno tolto anche i bonus per i turnisti”
La mancata firma dell’accordo è un segnale di stop definitivo a una politica di tagli che, secondo il NurSind, colpisce direttamente le tasche dei professionisti in un momento di forte inflazione. Oltre alla sforbiciata generale sulle RAR, il sindacato segnala ulteriori riduzioni specifiche: agli infermieri sono stati sottratti i 100 euro comunque previsti, e ai turnisti i 227 euro.
Fondi RAR passati da: 1.200€ a poco più di 700€ annui.
Tagli specifici: Rimossi i 100€ previsti per gli infermieri e i 227€ per i turnisti.
La risposta sindacale: Rifiuto compatto della firma da parte di NurSind, Cisl Fp, Fials e Nursing Up.
“Siamo stanchi di essere presi a schiaffi da Regione Lombardia – prosegue Cosi –. Come il Pirellone, coerentemente con il suo pensiero continua a togliere fondi a quel comparto già in sofferenza, noi coerentemente, abbiamo deciso di non porgere l’altra guancia: ecco perché quell’accordo non è stato firmato. È una umiliazione per tutto il comparto”.
Il no all’accordo sulle RAR 2026 non rimarrà un atto puramente formale. Il NurSind ha infatti annunciato che la categoria è pronta a scendere in piazza per una mobilitazione generale contro quello che viene definito il “dietrofront” della Regione.
“Siamo stanchi di essere presi in giro – conclude il segretario regionale del NurSind –. Nonostante le innumerevoli esternalizzazioni dei vertici della Regione per valorizzare economicamente gli infermieri operanti nel Sistema sanitario regionale quando è il momento di passare dalle parole ai fatti si fa l’esatto contrario. A rimetterci sono sempre gli stessi: quegli eroi che salvano, curano, assistono ma che, per Regione Lombardia, dovrebbero sopravvivere al carovita lombardo solo con i complimenti e le promesse da marinaio della politica”.




