mercoledì, Luglio 22, 2026
Home Milano Milano, alla Fabbrica del Vapore la mostra “Women for Women against Violence”:...

Milano, alla Fabbrica del Vapore la mostra “Women for Women against Violence”: 21 scatti contro la violenza e il tumore al seno

0
450

MILANO, 30 giugno 2026 – Le istituzioni e il mondo del volontariato si alleano a Milano per lanciare un potente messaggio di speranza e rinascita dedicato a tutte le donne che affrontano le cicatrici, sia fisiche sia psicologiche, causate dal cancro al seno e dalla violenza di genere. È questo il fulcro del progetto espositivo itinerante “Women for Women against Violence”, ospitato all’interno degli spazi della Fabbrica del Vapore di Milano e presentato ufficialmente alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

L’iniziativa, realizzata con il contributo della Regione Lombardia, aprirà i battenti al pubblico da domani, mercoledì 1 luglio, e resterà visitabile a ingresso gratuito fino a domenica 30 agosto 2026.

Nel corso della presentazione ufficiale, il governatore Attilio Fontana ha rimarcato il valore sociale dell’esposizione, evidenziando come la condivisione di queste vicende sia uno stimolo per l’intera società civile.

“Queste sono storie di donne che hanno superato il dramma della malattia oncologica e la violenza – ha dichiarato il presidente Fontana –. Ciò che è importante, poi, è che sono storie di donne che danno il proprio contributo per la comunità, sensibile a queste tematiche. Bisogna lavorare sempre sul piano della prevenzione sanitaria, etica e morale. Bisogna fare in modo che questo diventi un valore condiviso, e per farlo, bisogna coinvolgere il maggior numero di persone. Fondamentale, fare il possibile per evitare qualsiasi tipo di violenza, parlandone senza vergogna, come qualcosa da poter e dover superare”.

Il percorso espositivo immersivo, nato da un’idea di Donatella Gimigliano e concretizzato dall’Associazione Consorzio Umanitas ETS, si sviluppa attraverso 21 ritratti fotografici. Grazie all’integrazione di un apposito codice QR abbinato a ciascuna immagine, i visitatori possono ascoltare direttamente le storie reali delle protagoniste, che hanno scelto di trasformare il proprio vissuto personale in una testimonianza pubblica di consapevolezza e responsabilità.

Davanti all’obiettivo fotografico hanno posato numerose personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e della società civile che hanno vissuto in prima persona queste dolorose esperienze. Tra i volti noti del progetto si incontrano le giornaliste Eleonora Daniele e Benedetta Rinaldi, le attrici Luana Ravegnini, Maria Grazia Cucinotta e Nicoletta Romanoff, l’attivista Leyla Hussein e Valentina Pitzalis, quest’ultima sopravvissuta a un gravissimo tentativo di femminicidio e diventata negli anni un simbolo universale della lotta alla violenza di genere.

Trasformare il dolore in un simbolo di forza

L’ideatrice del progetto e presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, Donatella Gimigliano, ha condiviso la genesi profondamente intima dell’iniziativa, legata alla sua personale battaglia contro la malattia.

“Dieci anni fa vivevo una storia segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché ciò che ti colpisce non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità – ha confidato Donatella Gimigliano –. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, anche se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato Women for Women against Violence, un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”.

L’appuntamento alla Fabbrica del Vapore supera la concezione classica della mostra fotografica per configurarsi come un vero e proprio percorso culturale multidisciplinare in cui fotografia, design e artigianato dialogano tra loro. Insieme alla rassegna principale, il pubblico ha la possibilità di visitare altre due installazioni collegate:

“We Say Stop. 90 manifesti per contrastare la violenza contro le donne”, un’esposizione focalizzata su come il design della comunicazione visiva possa agire da efficace strumento di prevenzione e cambiamento culturale.

“Trame di speranza, intrecci di vita”, sezione che raccoglie le creazioni realizzate all’uncinetto da Antonietta Tuccillo, artista in cura per un carcinoma ovarico cronico che ha trovato nell’antica tecnica artigianale una via di rinascita creativa e personale.

redazione@varese7press.it