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Sanità lombarda, la svolta di Butti: «Meno sprechi e più tecnologia. L’innovazione non è uno slogan»

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Alessio Butti Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica (foto pagina istituzionale FB)

VARESE, 2 luglio 2026- di GIANNI BERALDO

 Una svolta radicale che abbandoni la logica della spesa a fondo perduto per abbracciare quella dell’efficienza e della tecnologia. È questo, in sintesi, il fulcro del deciso intervento del Sottosegretario all’Innovazione Tecnologica, Alessio Butti, sul futuro della sanità in Lombardia. Un discorso che suona sia come uno stimolo sia come un richiamo alla responsabilità per la sanità del territorio, chiamata a fare un salto di qualità strutturale.

Alessio Butti con Ignazio La Russa (foto FB)

«Non possiamo continuare a misurare la sanità solo su quante risorse aggiungiamo ogni anno», ha dichiarato netto Butti, spostando l’attenzione dai capitoli di bilancio ai risultati concreti. Secondo il Sottosegretario, i veri indicatori del successo sanitario devono diventare l’innovazione prodotta, i risparmi generati e l’impatto effettivo sulla qualità della vita dei cittadini. La Lombardia, d’altronde, possiede già nel suo DNA le competenze, le università, i centri di ricerca e il tessuto imprenditoriale per trasformarsi nel primo “laboratorio nazionale” di una sanità più digitale, sostenibile e vicina alle persone.

Al centro della visione di Butti c’è il concetto di “dividendo dell’innovazione”: un modello virtuoso volto a premiare le soluzioni che riducono i costi e abbattono le liste d’attesa, per poi reinvestire immediatamente i risparmi ottenuti. Le priorità indicate sono chiare: medicina territoriale, telemedicina, robotica, assistenza ai pazienti cronici e prevenzione.

A supporto di questa tesi, il Sottosegretario ha citato un dato piantato nella realtà: i 18 mesi di sperimentazione dell’App IO in Lombardia. Uno strumento digitale che ha permesso di ridurre del 30% il fenomeno del “no-show” (le visite prenotate e lasciate deserte senza preavviso), generando un risparmio stimato che sfiora i 170 milioni di euro. «È la prova che l’innovazione produce risultati concreti», ha incalzato Butti.

Per tradurre questa visione in una strategia di lungo termine, la proposta politica è quella di istituire una vera e propria Fondazione regionale per l’innovazione sanitaria. Un tavolo di regia capace di mettere in sinergia ricerca, università, imprese, ospedali e l’intera rete della sanità pubblica e privata, con l’obiettivo di attrarre investimenti e coordinare le filiere tecnologiche.

L’affondo finale è anche un preciso messaggio politico alle amministrazioni locali. Ricordando gli sforzi profusi a livello centrale – tra connettività 5G, piattaforme digitali, Fascicolo Sanitario Elettronico e telemedicina – Butti ha rimarcato che le fondamenta infrastrutturali sono ormai tracciate: «Il Governo ha fatto la sua parte. Adesso anche i territori devono correre. La sanità sarà sostenibile solo se saprà innovare, e la Lombardia deve tornare a guidare questa sfida».

redazione@varese7press.it