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La svolta europea sul packaging: oltre il riciclo, la vera sfida è non produrre rifiuti. Plastic Free avverte: “Politica troppo lenta”

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Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus

VARESE, 3 luglio 2026-L’Unione europea si conferma il principale laboratorio mondiale delle politiche ambientali attraverso il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR).

Con il Regolamento (UE) 2025/40, che troverà applicazione generale a partire dal prossimo 12 agosto, l’Europa introduce un quadro normativo organico per ripensare l’intero ciclo di vita degli imballaggi, dalla progettazione al riuso, fino alla riciclabilità e alla riduzione dei rifiuti. Il provvedimento riguarderà indistintamente tutti i materiali e i settori di provenienza, ponendo requisiti rigidi per l’eco-design, l’aumento del materiale riciclato e la riduzione delle materie prime vergini.

Nel dibattito pubblico l’attenzione si è spesso focalizzata sulle future limitazioni delle pellicole plastiche multi-pack, come quelle per le bottiglie d’acqua. Tuttavia, l’organizzazione di volontariato Plastic Free Onlus sottolinea che la portata del provvedimento è molto più ampia e rappresenta un vero cambio di paradigma. Il presidente dell’associazione, Luca De Gaetano, riconosce il primato europeo nell’economia circolare, ma evidenzia come la crisi ambientale corra più velocemente dei tempi della politica, criticando i troppi rinvii al 2030 per misure ormai urgenti.

Il PPWR interviene in modo trasversale vietando alcune tipologie di imballaggi monouso considerati superflui, come le confezioni monodose per salse in determinati contesti, e introducendo l’obbligo per il settore del take-away di accettare i contenitori riutilizzabili portati da casa dai clienti, senza costi aggiuntivi. Il testo prevede inoltre restrizioni severe sull’impiego di sostanze pericolose, come i PFAS negli imballaggi a contatto con gli alimenti oltre le soglie consentite, spingendo con forza verso la prevenzione e la ricarica.

Per Plastic Free la vera transizione non deve ridursi alla semplice sostituzione della plastica con altri materiali monouso, bensì mirare alla riduzione complessiva del packaging superfluo. De Gaetano evidenzia come, dopo anni in cui la responsabilità è stata affidata quasi interamente alla raccolta differenziata dei cittadini, la normativa europea sposti finalmente il focus sul principio che il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto. Il riciclo resta una colonna portante, ma la prevenzione deve diventare la scelta prioritaria.

Il successo di questo nuovo quadro normativo dipenderà dalla rapidità di attuazione e dalla capacità di evitare deroghe o rinvii che rischiano di indebolirne gli obiettivi. Sarà altrettanto cruciale accompagnare le imprese nella trasformazione dei processi produttivi verso modelli realmente circolari.

Focalizzarsi solo sulle pellicole delle bottiglie d’acqua significherebbe perdere la grande opportunità offerta dal PPWR, che punta invece a ridisegnare la responsabilità dell’intera filiera. L’associazione auspica quindi un’applicazione tempestiva a livello nazionale, supportata da controlli efficaci e da un dialogo costante tra istituzioni, imprese e società civile.

redazione@varese7press.it