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Valle di Livo, ritrovati dopo oltre un anno i resti dell’escursionista olandese scomparso

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DONGO (CO), 3 luglio 2026-A distanza di oltre un anno dal giorno della sua scomparsa, la montagna di Livo ha restituito i resti di Tobias Karel Servaas, l’escursionista olandese di cui si erano perse le tracce nella primavera dello scorso anno.

Come riporta laprovincia.it, la svolta è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, grazie all’intervento di una squadra di tecnici specializzati arrivati direttamente dai Paesi Bassi, ingaggiati dalla famiglia per un ultimo, disperato tentativo. Proprio nei giorni precedenti, infatti, un camminatore della zona si era imbattuto casualmente in una profonda gola della valle in uno zaino contenente alcuni indumenti, che la moglie del giovane aveva subito riconosciuto come appartenenti al marito.

Il ritrovamento ha attivato immediatamente la macchina dei soccorsi per il complesso recupero della salma in territorio impervio. Sul posto si sono portati i Vigili del fuoco del distaccamento di Dongo insieme agli specialisti del nucleo Saf di Como, supportati dall’alto dall’elicottero Drago 66 decollato da Torino.

I soccorritori si sono inizialmente radunati al campo sportivo di Dongo per coordinare la strategia d’intervento prima di volare in alta quota per recuperare i resti del giovane runner. Tobias, grande appassionato ed esperto conoscitore delle vette dell’Alto Lago, era sparito la mattina del 27 aprile dello scorso anno dopo essere uscito da una baita in località Dangri, dove stava trascorrendo un periodo di vacanza insieme alla consorte e al loro bimbo piccolo.

Il mancato rientro della sera stessa aveva spinto la moglie a chiedere aiuto, dando il via a una mobilitazione imponente. Nelle settimane successive, il centro polifunzionale del Gorghiglio era diventato il quartier generale di un immenso dispositivo di ricerca che aveva visto collaborare il Soccorso alpino, i Vigili del fuoco giunti da diverse province lombarde, i Carabinieri, i finanzieri e la Protezione civile. Nonostante l’impiego di droni, unità cinofile e continui sorvoli degli elicotteri, le perlustrazioni a tappeto non avevano portato alla luce la minima traccia, lasciando nella disperazione anche i genitori di Tobias, accorsi nel frattempo dall’Olanda.

I familiari, tuttavia, non si sono mai arresi al silenzio di quella vallata e hanno continuato a tappezzare i paesi della zona con volantini e fotografie, sperando in una segnalazione.

Il tragico epilogo di ieri mette fine a un’attesa logorante: pur nella certezza della scomparsa, i cari del giovane possono ora riavere i suoi resti e stringersi per una degna sepoltura. La natura selvaggia e i valloni impervi che circondano Livo non sono nuovi a simili, drammatici misteri.

Già negli anni Ottanta il Soccorso alpino aveva cercato a lungo, e senza successo, un altro escursionista svanito lungo il sentiero verso il Lago Darengo; in quella circostanza, fu soltanto la piena del torrente dopo un forte temporale, un anno più tardi, a far notare a un pastore una scarpa rimasta incastrata tra le rocce.

redazione@varese7press.it