MILANO, 6 luglio 2026 – Un milione di euro in beni, tra conti correnti, attività commerciali, immobili e auto di lusso, è stato sequestrato in territorio kosovaro dai Finanzieri del Comando Provinciale di Milano e dello S.C.I.C.O. (Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata).
Il provvedimento, emesso su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) della Procura della Repubblica di Milano, smantella le ramificazioni estere di una potente organizzazione transnazionale dedita al riciclaggio di denaro sporco.
L’operazione odierna si collega a un precedente e massiccio blitz scattato nel settembre 2025, che aveva già portato al sequestro di beni e disponibilità finanziarie per oltre 30 milioni di euro. Al centro dell’inchiesta, un sodalizio criminale specializzato nel ripulire i proventi del narcotraffico generati sul territorio francese.
Le indagini patrimoniali delle Fiamme Gialle si sono concentrate su una coppia di cittadini kosovari residenti nella provincia di Alessandria, già indagati in Italia per riciclaggio. I due erano stati arrestati lo scorso settembre in Francia dopo essere stati trovati in possesso di oltre 50 chilogrammi di lingotti d’oro di altissima qualità, abilmente occultati nel doppio fondo di un’autovettura.
L’analisi della documentazione sequestrata e la cooperazione giudiziaria internazionale hanno permesso di mappare il tesoro che la coppia custodiva all’estero, portando all’attuale sequestro in Kosovo.
Gli investigatori hanno ricostruito un giro d’affari vertiginoso: il denaro della droga raccolto in Francia — stimato in almeno 18 milioni di euro nell’arco di soli dieci mesi — veniva temporaneamente stoccato nella casa della coppia nell’alessandrino. Da lì, grazie alla complicità di operatori specializzati nel settore della fusione e della trasformazione di metalli preziosi attivi tra la Lombardia e il Piemonte, i contanti venivano convertiti in lingotti e lamine d’oro.
Questo specifico modus operandi permetteva all’organizzazione di ripulire il denaro, ostacolandone l’identificazione e facilitandone l’occultamento in vista del successivo trasporto verso mete estere come il Kosovo, la Turchia e il Marocco.
La complessa attività investigativa ha visto una forte sinergia internazionale, supportata dai progetti europei HAPE e Rete @ON finanziati dalla Commissione UE, e si è avvalsa della collaborazione della Gendarmeria Nazionale di Marsiglia, con il coordinamento di Eurojust ed Europol.




