MILANO, 9 luglio 2026-Milano si prepara a diventare la capitale della musica e della cultura del Corno d’Africa con il debutto assoluto dell’International Horn of Africa Music Festival, in programma dal 24 al 26 luglio negli spazi multiculturali del Parco Center di via Ambrogio Binda.
Ideato e organizzato da Asli Haddas, titolare del Gogol’Ostello Spazio Culturale, l’evento nasce con l’obiettivo di svelare al pubblico italiano uno straordinario patrimonio millenario. La manifestazione si svilupperà attraverso una formula esclusiva capace di intrecciare la profondità della divulgazione accademica, il fascino della ricerca musicologica e l’energia travolgente di performance live di livello mondiale, il tutto arricchito dai sapori autentici della cucina tradizionale eritrea ed etiope curata dal Ristorante Africa di Milano.
La giornata inaugurale di venerdì 24 luglio, intitolata “Le radici del suono”, si aprirà all’insegna dell’approfondimento

scientifico e culturale con un focus sulla Collezione Checchia, una preziosa raccolta di oltre duecento incisioni musicali realizzate nel Corno d’Africa tra il 1936 e il 1941. Recentemente ricostruite e restituite alle comunità d’origine grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea, queste tracce saranno al centro dell’intervento di Valentina Fusari, docente dell’Università di Torino e co-ideatrice insieme a Gianpaolo Chiriacò della mostra itinerante “90 years of Silence”. La serata, che prevede anche un primo incontro ravvicinato con le star internazionali del festival, farà da perfetto preludio alle successive giornate dedicate alla grande musica dal vivo.
Il culmine delle esibizioni live è atteso per sabato 25 luglio con l’evento “Ethiopian Vibe”, che porterà sul palco due giganti della scena contemporanea. Ad aprire le danze sarà HaddinQo, virtuoso del masinqo (il tradizionale violino monocorde etiope) e vincitore del prestigioso premio Afrima 2025 come miglior artista jazz africano. Noto per aver rivoluzionato l’uso di questo antico strumento portandolo su palcoscenici d’élite come la cerimonia del Premio Nobel per la Pace a Oslo, l’artista si esibirà insieme ai suoi musicisti.

A seguire, i riflettori si accenderanno su Tommy T, al secolo Thomas Gobena, iconico ex bassista della celebre formazione gypsy punk Gogol Bordello e attuale ambasciatore UNICEF per l’Etiopia, che insieme alla band Ras Metehat proporrà la sua acclamata fusione transnazionale di ethio-jazz, soul, funk e sonorità dub e reggae.
La chiusura del festival, domenica 26 luglio, sarà interamente dedicata alla scena eritrea sotto l’insegna di “Eritrean Soul”. La giornata si aprirà con il tradizionale pranzo habesha per poi proseguire con un incontro di approfondimento culturale curato da Solomun Bahli, esperto di storia ed evoluzione degli strumenti tradizionali. Il gran finale sarà affidato al live showcase della SINIT band, guidata dalla voce e dalle vibrazioni ancestrali del krar di Mulugheta Ketema, suggellando così una tre giorni di condivisione e dialogo culturale che promette di lasciare il segno nel panorama estivo milanese.




