VARESE, 10 mluglio 2026 – Una “curiosa gara” a mezzo stampa e social per accaparrarsi meriti non propri in vista delle prossime scadenze elettorali.
È quanto denuncia Marco Bordonaro, della Segreteria cittadina della Lega, che punta il dito contro i due assessori e candidati sindaco in pectore del centrosinistra, Andrea Civati (Lavori pubblici) e Ivana Perusin (Commercio). Secondo il Carroccio, i due esponenti della giunta Galimberti starebbero portando avanti una vera e propria sfida a chi si intesta il maggior numero di risultati ottenuti in realtà da altri soggetti, pubblici o privati.
La nota della Lega analizza nel dettaglio le recenti uscite dei due amministratori. Da un lato, l’assessore Civati viene criticato per i suoi “sopralluoghi trionfanti” nel cantiere dell’ex Aermacchi, che l’opposizione rimarca essere un investimento totalmente privato, e per l’esultanza legata alla vendita dell’immobile di via Casula. Nel mirino del centrodestra finiscono anche le sue dichiarazioni sui lunghi lavori alla Caserma Garibaldi, un’opera che la Lega tiene a precisare sia stata resa possibile solo grazie ai finanziamenti ottenuti a suo tempo per lungimiranza di Roberto Maroni.
Dall’altro lato, l’assessore Perusin viene accusata di aver replicato con un comunicato sul risanamento del Lago di Varese, tentando di apporre il cappello di Palazzo Estense su un intervento che, al contrario, sarebbe frutto esclusivo della volontà politica, delle risorse e dell’impegno di Regione Lombardia sotto la guida di Attilio Fontana.
Secondo la sezione locale del Carroccio, questa tendenza a rivendicare meriti altrui nascerebbe dall’imbarazzo di non poter

esibire veri risultati concreti per la città. La nota elenca così i nodi irrisolti del territorio, a partire dalle criticità viabilistiche e strutturali: la ciclabile di viale Belforte, la contestata rotonda di largo Flaiano – definita teatro di numerosi incidenti – e un Piano Stazioni ancora incompleto che, a detta della Lega, avrebbe peggiorato l’area a fronte di un investimento superiore ai venti milioni di euro.
Il quadro delineato dall’opposizione si estende poi alla situazione degli impianti sportivi, descritta attraverso la chiusura definitiva della piscina comunale, le condizioni fatiscenti dello stadio e i rischi di stop per l’ippodromo.
Viene inoltre sollevato il caso sociale delle case popolari di via Valverde, dove la mancata manutenzione degli ascensori bloccherebbe da mesi anziani e disabili. La nota si chiude con una dura metafora legata ai cattivi odori che da tempo si avvertono nel centro cittadino, interpretati dal movimento come il simbolo del malcontento dei varesini verso la gestione amministrativa della giunta in carica.




