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Emergenza carceri: martedì delegazione al “Miogni” di Varese per la mobilitazione nazionale in 35 istituti

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Il carcere Miogni di Varese

VARESE, 13 luglio 2026-Domani, martedì 14 luglio, decine di istituti penitenziari italiani apriranno le porte a una vasta iniziativa di monitoraggio e sensibilizzazione. Tra le strutture coinvolte c’è anche la Casa circondariale “Miogni” di Varese, che riceverà la visita di una delegazione composta da rappresentanti dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, esponenti delle istituzioni locali, del mondo universitario, della cultura e della società civile.
La delegazione varesina sarà composta dal sindaco Davide Galimberti, dagli assessori Andrea Civati ed Enzo Laforgia, dalla consigliera comunale Maria Grazia D’Amico, dalla consigliera comunale e segretaria del PD Città di Varese Manuela Lozza, dal consigliere provinciale Matteo Marchesi, da Manuele Battagi (referente del Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti), Francesco Vazzana (referente Politiche sociali CGIL Varese), Cecilia Santo (Collettiva Varese), Anna Calò (FemVa, collettivo transfemminista di Varese), Filippo Cardaci (presidente provinciale ACLI Varese), Filippo Maroni (coordinatore Happiness, Parrocchia San Vittore di Varese) e Claudio Lurati (coordinatore della Casa della Carità, Associazione Pane di Sant’Antonio di Varese)

L’iniziativa punta a riportare al centro del dibattito pubblico la grave crisi che attraversa il sistema penitenziario italiano. L’obiettivo principale è riaffermare i principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione, secondo cui la pena non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale del condannato.

I numeri della crisi La mobilitazione nazionale risponde a una situazione strutturale ormai critica. I dati attuali registrano nei penitenziari italiani un tasso medio di affollamento pari al 140%, con circa 18.000 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare degli istituti. Una condizione di sovraffollamento che si traduce in contesti di vita quotidiana spesso giudicati non dignitosi dalla stessa magistratura, a cui si aggiunge il drammatico e costante fenomeno dei suicidi e dei decessi all’interno delle strutture.

Nascita e obiettivi dell’Alleanza L’Alleanza per l’articolo 27 è nata a Roma lo scorso 6 febbraio, aggregando numerose associazioni attive nel campo dei diritti dei detenuti e della giustizia. Il cartello nasce per contrastare l’aumento del ricorso alla detenzione e la progressiva chiusura del carcere verso l’esterno, promuovendo al contempo politiche alternative orientate alla depenalizzazione, alla decarcerizzazione e all’umanizzazione della pena.

Una mobilitazione nazionale La giornata del 14 luglio vedrà oltre 330 persone — tra rappresentanti degli enti locali, esponenti del mondo religioso, del volontariato, della cultura e dello spettacolo — entrare contemporaneamente in 35 istituti penitenziari distribuiti in 30 città italiane. L’azione collettiva si muove nel solco della celebre riflessione di Piero Calamandrei, ricordando che per comprendere lo stato della giustizia è necessario osservare da vicino la realtà delle carceri.

Di seguito l’elenco completo delle strutture che saranno visitate domani: Asti, Bari, Biella, Bologna (CC e Istituto Penale per i Minorenni), Cagliari Uta, Cassino, Chieti, Civitavecchia, Cremona, Ferrara, Firenze, Foggia, Genova, Livorno, Milano (Bollate, Opera, San Vittore e Istituto Penale per i Minorenni), Napoli Poggioreale, Padova, Palermo (Istituto Penale per i Minorenni), Parma, Pescara, Pisa, Prato, Roma (Rebibbia Femminile e Regina Coeli), Sassari, Torino, Trento, Udine, Varese, Vicenza e Volterra

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