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Il rugby al Beccaria di Milano come strumento di inclusione sociale e prevenzione del disagio giovanile

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MILANO, 13 luglio 2026-Lo sport si conferma ancora una volta un formidabile pilastro educativo e di riscatto sociale nel cuore delle istituzioni penitenziarie milanesi, trovando la sua perfetta espressione nel nuovo progetto educativo denominato ‘In meta!’.

Si tratta di un’iniziativa di alto valore civico promossa da Regione Lombardia all’interno dell’Istituto penale minorile Cesare Beccaria di Milano, realizzata in stretta collaborazione con la Federazione Italiana Rugby. L’ambizioso percorso formativo è stato presentato ufficialmente alla presenza delle massime cariche istituzionali e sportive, tra cui il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il sottosegretario alla Presidenza con delega allo Sport e Giovani Federica Picchi, il vicepresidente della FIR Paolo Vaccari, la direttrice dell’istituto Eleonora Cinque, e la leggenda del rugby internazionale Diego Dominguez, storico mediano d’apertura della nazionale azzurra.

Il progetto si inserisce in una scia di interventi strutturati volti a ridefinire il percorso formativo dei giovani detenuti. Il presidente Attilio Fontana ha ricordato un importante precedente simbolico, collegando l’iniziativa attuale allo spirito universale dei giochi olimpici.

I valori dello sport, ha sottolineato il presidente, rappresentano uno straordinario strumento educativo, in quanto il rispetto delle regole, il rispetto reciproco e la fatica fisica richiesta da ogni disciplina contribuiscono alla crescita dei ragazzi, aiutandoli a costruire un percorso formativo positivo e ad affrontare con maggiore consapevolezza una fase complessa della vita. La storica visita dello scorso giugno per portare le fiaccole olimpiche di Milano Cortina 2026 all’interno del Beccaria ha voluto ribadire proprio la centralità della pratica sportiva come opportunità concreta di educazione, inclusione e riscatto per la popolazione carceraria minorile.

Il nucleo pedagogico si focalizza sulle peculiarità strutturali del rugby, una disciplina in cui l’individualismo cede

Diego Dominguez

necessariamente il passo alla cooperazione forzata e al sostegno reciproco. A partire dal prossimo settembre, saranno ben ottanta i giovani che prenderanno parte a questa intensa esperienza sportiva dal forte valore educativo, capace di incidere profondamente sia sul piano fisico sia su quello dei principi personali. Il sottosegretario Federica Picchi ha espresso con un’efficace metafora l’essenza stessa della palla ovale, ricordando che essa funziona solo se un compagno la passa all’altro, altrimenti il gioco si ferma. A differenza del calcio o del basket, se la palla da rugby non viene trasmessa resta immobile a terra, offrendo una perfetta metafora della vita in cui l’altro non è un nemico ma un compagno indispensabile con cui relazionarsi e collaborare in contesti complessi.

Il fulcro operativo dell’iniziativa si tradurrà in uno Sport Camp intensivo interamente coordinato da Diego Dominguez. Insieme al suo staff qualificato, il campione azzurro trascorrerà una settimana dentro il carcere Beccaria per organizzare le attività dei giovani, condividendo tattiche e insegnamenti di vita.

Il programma non si limiterà esclusivamente agli allenamenti di rugby, ma integrerà in un unico flusso formativo sessioni mirate di calcio, basket, fitness e nuoto, tutte discipline accuratamente selezionate e finalizzate al benessere psicofisico e al futuro reinserimento dei giovani dell’istituto milanese. Nelle parole dello stesso Dominguez, scendere in campo con la stessa maglia aiuta a rimarcare un senso di appartenenza comune, insegnando che la forza individuale è unicamente al servizio della squadra e che ogni confronto acquisisce significato solo all’interno di regole condivise.

La direzione del Beccaria, guidata da Eleonora Cinque, ha espresso profonda gratitudine per la sensibilità dimostrata da Regione Lombardia, evidenziando come l’ingresso di nuove opportunità e il contributo di realtà esterne siano condizioni imprescindibili per costruire autentici percorsi di recupero e offrire ai giovani la reale possibilità di riprendere in mano la propria vita.

Un ringraziamento condiviso e rilanciato da Paolo Vaccari, vicepresidente della Federazione Italiana Rugby, il quale ha elogiato la costante prontezza della Regione nel supportare progetti d’impatto sociale, riconoscendo nel rugby uno degli strumenti più efficaci in assoluto per trasmettere rispetto delle regole, spirito di squadra, inclusione e senso di responsabilità alle nuove comunità.

redazione@varese7press.it