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Fondazione Asilo Mariuccia: oltre la protezione, il cammino verso l’autonomia delle donne e dei minori vulnerabili

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Emanuela Baio

MILANO, 15 luglio 2026-La protezione rappresenta solo il primo e indispensabile passo, ma la vera sfida consiste nel restituire un futuro e una reale indipendenza a chi fugge da situazioni di grave vulnerabilità.

Questo è il messaggio centrale che emerge dal bilancio sociale 2025 della Fondazione Asilo Mariuccia, storica realtà lombarda che da oltre un secolo si occupa dell’accoglienza e del sostegno di donne con bambini vittime di violenza e di minori in condizioni di fragilità. Presentato a Milano, il documento descrive un modello di intervento integrato che accompagna le persone dall’emergenza iniziale fino al completo reinserimento sociale e lavorativo.

I numeri del 2025 offrono una fotografia chiara di questo impegno sul territorio, caratterizzato dall’accoglienza di oltre duecento persone, tra cui cinquantasette donne con figli, più di cento bambini e cinquanta minori stranieri non accompagnati o provenienti dal circuito penale minorile.

Uno dei dati più significativi riguarda l’inclusione lavorativa, con il sessantacinque per cento delle donne inserite in percorsi formativi che ha trovato un’occupazione stabile, principalmente nei settori della ristorazione, del commercio e dell’assistenza familiare. Come sottolineato dalla presidente Emanuela Baio, favorire l’indipendenza economica e personale è l’unico modo per consentire alle donne di essere davvero libere di scegliere il proprio futuro e quello dei propri figli.

Questo percorso di rinascita si inserisce in un contesto nazionale complesso, in cui i dati statistici evidenziano come la mancanza di autonomia finanziaria rappresenti ancora un grosso ostacolo per quasi la metà delle donne che intraprendono un percorso di uscita dalla violenza.

Per rispondere a queste necessità, la Fondazione ha consolidato una fitta rete di servizi e collaborazioni che coinvolge istituzioni, enti del terzo settore e imprese. Accanto alle storiche comunità educative e agli alloggi per l’autonomia situati tra le province di Milano e Varese, un ruolo cruciale è svolto dal Centro Antiviolenza Ersilia Bronzini, che nell’ultimo anno ha gestito oltre cento richieste di aiuto e attivato percorsi di supporto psicologico, legale e di accoglienza protetta. Il lavoro sinergico della Fondazione dimostra che l’accoglienza non può esaurirsi nella gestione dell’emergenza, ma deve trasformarsi in una risorsa duratura per l’intero territorio.

redazione@varese7press.it