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Contratti di Polizia, la denuncia del Silp Cgil: “Accordo inadeguato, firmiamo solo perché obbligati”

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Una pattuglia della Polizia di Stato

VARESE, 16 luglio 2026 – Un attacco frontale al governo e un duro atto d’accusa contro l’attuale sistema di relazioni sindacali nel comparto sicurezza. Pietro Colapietro, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, usa parole durissime per commentare la firma sul nuovo accordo contrattuale per le forze dell’ordine. Una firma che il sindacato definisce “obbligata” e non certo condivisa nel merito.

“Siamo di fronte a un contratto assolutamente inadeguato rispetto alle istanze dei poliziotti”, esordisce Colapietro senza giri di parole. La decisione di sottoscrivere l’intesa, spiega il leader sindacale, non è un’approvazione del testo, ma una mossa difensiva resa necessaria dalle regole del gioco:

“Se oggi ci vediamo costretti a sottoscrivere questo accordo, è unicamente perché l’attuale sistema di relazioni sindacali, vessatorio e liberticida, non ci lascia altra scelta: il rifiuto della firma comporterebbe l’automatica esclusione del Silp Cgil dalla contrattazione di secondo livello e il venire meno di ogni minima prerogativa per difendere i colleghi sui tavoli di confronto e su tutto il territorio nazionale”.

A rendere ancora più grave la situazione, secondo il segretario, è la limitazione strutturale dei diritti dei lavoratori in divisa, orfani degli strumenti di lotta tradizionali: “Questa condizione è resa ancora più intollerabile dalla negazione delle piene libertà sindacali sancite dalla legge 121/81, in primis il divieto del diritto di sciopero, che ci impedisce di utilizzare lo strumento cardine per sostenere le nostre rivendicazioni”.

Entrando nel merito economico del provvedimento, il Silp Cgil smonta la narrativa governativa parlando di cifre “inadeguate” che ignorano il carovita. Con una proiezione prudenziale dell’inflazione al 6,3% per il triennio 2025-2027, il sindacato calcola che l’aumento netto reale si fermerà al 4,6%, traducendosi in una perdita di potere d’acquisto di circa 1.000 euro a poliziotto.

Le cifre reali degli aumenti netti mensili stimati dal sindacato evidenziano il divario rispetto alle aspettative del personale:

Agente: circa 68 euro netti al mese

Sovrintendente: circa 83 euro netti al mese

Ispettore: circa 89 euro netti al mese

Commissario: circa 99 euro netti al mese

Oltre ai minimi tabellari, la rabbia del sindacato si concentra sul lavoro straordinario. Colapietro ricorda le promesse della presidente del Consiglio sulla revisione delle tariffe, definendo l’esito “un’offesa”: l’aumento medio di un’ora di straordinario feriale sarà infatti inferiore a 90 centesimi lordi.

Rimane inoltre in vigore la norma che consente il pagamento degli straordinari fino a due anni dopo la prestazione effettiva, definita dal segretario “un oltraggio al personale in uniforme”.

Nessuna fiducia, infine, sulle promesse future relative alla previdenza dedicata e alla specificità del comparto. Per il Silp Cgil si tratta solo di “manovre dilatorie, prive di fondi e di sostanza, pensate esclusivamente per trascinare la questione oltre la legislatura”.

“Questo contratto non tutela, non valorizza e non rispetta le donne e gli uomini della Polizia di Stato”, conclude Colapietro, promettendo che la battaglia del sindacato per la dignità dei poliziotti continuerà anche fuori dai tavoli contrattuali.

redazione@varese7press.it