VARESE, 23 luglio 2026 – di GIANNI BERALDO
Mancano ancora all’appello due o tre commissioni consiliari previste nelle prossime settimane, ma il sindaco Davide Galimberti e l’assessore all’Urbanistica Andrea Civati hanno scelto di non attendere oltre, convocando questa mattina una conferenza stampa interamente dedicata alla presentazione della bozza del nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT).
L’incontro, inizialmente previsto nella Sala Giunta di Palazzo Estense, è stato spostato all’ultimo momento nel più capiente Salone Estense, data l’importanza dell’appuntamento e la presenza tra il pubblico di diversi assessori e consiglieri comunali.
A illustrare le linee guida del nuovo strumento urbanistico, oltre agli esponenti della Giunta, sono stati i tecnici e gli esperti che hanno lavorato al progetto per oltre tre anni. Un lavoro imponente e complesso, racchiuso in ben quattro grandi faldoni contenenti circa 350 elaborati di grande formato. Tra i relatori al tavolo, l’architetto Gardelli e il professor Stefano Arcidiacono del Politecnico di Milano.
Il sindaco Galimberti: «il meglio per garantire le vocazioni del territorio»
L’apertura dei lavori è stata affidata al primo cittadino, Davide Galimberti, che ha rivendicato la qualità della squadra di professionisti coinvolti e lo spirito guida del Piano:
«Abbiamo coinvolto i migliori pianificatori e le migliori consulenze a disposizione. È una scelta fatta con consapevolezza, perché
lo strumento urbanistico ha proprio l’obiettivo di offrire il meglio per garantire al nostro territorio di sviluppare le vocazioni economiche e peculiari che lo rappresentano.»
«Il nuovo PGT introduce strumenti concreti per rendere più semplice recuperare gli immobili esistenti, incentivare gli interventi di qualità e favorire investimenti capaci di generare benefici per l’intera comunità. Abbiamo costruito un sistema di regole che premia chi rigenera, chi migliora le prestazioni ambientali degli edifici, chi investe nell’housing sociale, nelle imprese, nello sport e nei servizi. Particolare attenzione è stata dedicata ai quartieri, che potranno beneficiare direttamente delle risorse generate dalle trasformazioni urbanistiche attraverso il Fondo di Quartiere. È un Piano che guarda ai prossimi decenni con una visione moderna, sostenibile e profondamente legata alle caratteristiche di Varese.»
l’assessore Civati: «attenzione alle persone, stop alla grande distribuzione»
L’intervento dell’assessore Andrea Civati ha tracciato il solco politico e sociale su cui si fonda la visione della Varese del futuro:
«Ci saranno inevitabilmente discussioni e polemiche politiche, ma ritengo che una parte di questo percorso vada sempre salvaguardata, a partire dai consulenti che ci hanno assistito. Le scelte politiche sono tante e forti, e per questo ci prendiamo tutte le responsabilità, ma è doveroso sottolinear il grande lavoro svolto da questi professionisti».
«Con questo PGT Varese sceglie una strada chiara: crescere senza consumare nuovo suolo, recuperando ciò che già esiste e investendo sulla qualità della città. È un Piano che mette al centro le persone, i quartieri e il patrimonio che rende unica la nostra Città Giardino. Rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale, sviluppo economico e coesione sociale non sono obiettivi separati, ma parti di una stessa visione. Vogliamo una Varese più attraente per chi vive, studia, lavora e investe, capace di affrontare le sfide del futuro senza rinunciare alla propria identità».
Rigenerazione Urbana e dismessi: premi a chi recupera subito, azzeramento per chi abbandona
Tra i cardini del nuovo Piano figurano regole stringenti ed efficaci per disincentivare il degrado e spingere al riutilizzo degli immobili. Viene infatti introdotto un meccanismo temporale che premia chi recupera rapidamente le aree dismesse: si parte con un bonus del 20% di incentivo se l’intervento prende il via entro i primi 6 mesi, per poi passare a nessuna riduzione entro il primo anno. In caso di abbandono prolungato scattano invece forti penalizzazioni, con una riduzione della capacità edificatoria del 20% entro il terzo anno, del 50% entro il quinto e dell’80% entro il settimo, fino ad arrivare all’azzeramento totale oltre il settimo anno.
Per il recupero degli edifici degradati è inoltre previsto un articolato sistema di premialità urbanistiche, con un incremento della Superficie Lorda di Pavimento (SLP) pari al 5% per la manutenzione straordinaria e al 10% per altri interventi di recupero. Chi sceglie di demolire manufatti incongrui o presenta progetti caratterizzati da un’elevata qualità architettonica e paesaggistica potrà ottenere bonus volumetrici fino al 15%, affiancati in certi casi da una riduzione dei contributi di costruzione che può raggiungere il 100%. Vengono inoltre introdotti gli usi temporanei per consentire il riutilizzo provvisorio dei volumi abbandonati con finalità culturali, sociali ed economiche.
Imprese, lavoro e abitare: fino al 50% di ampliamento gratuito
Particolarmente significative le misure dedicate allo sviluppo economico. Le aziende che investono in innovazione, efficientamento energetico e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) avranno la possibilità di ampliare gratuitamente i propri insediamenti produttivi fino al 50% della superficie esistente. Sono previste agevolazioni anche per le imprese che assumono personale a tempo indeterminato, garantendo una corsia preferenziale per i residenti e gli iscritti ai Centri per l’Impiego.
Sul fronte dell’abitare si punta ad ampliare l’offerta con l’istituzione della nuova Agenzia per l’Abitare e il sostegno all’housing sociale. L’obiettivo è favorire il recupero degli immobili inutilizzati da destinare all’affitto a canone calmierato, rispondendo alle esigenze di giovani coppie, studenti, anziani, lavoratori, operatori sanitari e forze dell’ordine, valorizzando al contempo il ruolo del Terzo Settore e delle cooperative.
Ambiente, verde e tutela della città giardino
La sostenibilità ambientale si consolida come elemento strutturale del Piano. Si introduce ufficialmente la Rete Ecologica Comunale, accompagnata da azioni mirate ad aumentare le superfici permeabili, tutelare i corridoi ecologici e ricorrere alle Nature Based Solutions per la gestione delle acque meteoriche, con un rafforzamento delle tutele per il Parco Campo dei Fiori e i siti Natura 2000. Chi migliora sensibilmente le prestazioni ecologiche degli edifici potrà accedere a una volumetria aggiuntiva fino al 10%.
In termini di verde urbano, il piano inserisce la piantumazione di oltre 5.000 nuovi alberi e porta la dotazione complessiva dei servizi pubblici fino a quasi 40 metri quadrati per abitante, potenziando gli spazi dedicati a scuole, impianti sportivi e aree collettive. Parallelamente si rafforza la salvaguardia dell’identità storica e paesaggistica varesina: ville storiche, parchi e centri storici avranno tutele rafforzate, mentre il nuovo Progetto di Inserimento snellirà le procedure burocratiche per gli interventi di rifunzionalizzazione degli immobili di pregio.
Il prof. Arcidiacono: «tre obiettivi strategici per la varese di domani»
L’illustrazione scientifica del Piano è stata completata dal professor Stefano Arcidiacono del Politecnico di Milano, che ha spiegato come il lavoro si basi sulla visione delle “Cinque Città” e su tre pilastri strategici: azzeramento del consumo di suolo (con un risparmio netto di 40 ettari di terreno), adattamento climatico e introduzione delle ‘Carte dei Quartieri’.
«Un piano deve essere vissuto dalla città — ha sottolineato Arcidiacono —. Ripensiamo lo spazio della strada, che deve diventare un luogo pubblico, verde e collettivo, con maggiore suolo permeabile e percorsi sicuri per pedoni e ciclisti, mettendosi al servizio delle scuole e del commercio di vicinato.»
In chiusura, l’intervento dell’avvocato Emanuele Boscolo ha ribadito il cambio di paradigma scientifico introdotto nel documento, evidenziando come il suolo venga finalmente trattato come una vera e propria matrice ambientale capace di generare servizi ecosistemici indispensabili. L’iter del PGT proseguirà ora nelle prossime settimane con le discussioni nelle commissioni consiliari, prima dell’adozione definitiva in Consiglio Comunale.




