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Varese, la proposta del SIULP: «Fucili a dardi tranquillanti per la Polizia»

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Paolo Macchi e un fucile a dardi anestetizzanti

VARESE, 26 luglio 2026-di ELENA MALNATI

La questione della sicurezza pubblica e delle tutele per le forze dell’ordine torna al centro del dibattito a Varese con una presa di posizione forte da parte del SIULP.

In un comunicato diffuso dal Segretario Generale Provinciale Paolo Macchi, intitolato emblematicamente “Le belve dopo averci divorati arriveranno alle vostre case”, si evidenziano le crescenti difficoltà operative che poliziotti e carabinieri affrontano quotidianamente nello svolgimento dei propri compiti di pattugliamento e ordine pubblico.

Secondo quanto espresso dalla segreteria provinciale del sindacato, il principale ostacolo per gli operatori della pubblica

Paolo Macchi, Siulp Varese

sicurezza non è rappresentato unicamente dai rischi fisici del mestiere, ma soprattutto dalle conseguenze legali, mediatiche e politiche che derivano da ogni singolo intervento in cui si renda necessario l’uso della forza.

Macchi evidenzia come l’impiego degli strumenti di coercizione o di difesa, quali armi da fuoco, spray al peperoncino o taser, sia ormai diventato un vero e proprio tabù, esponendo gli agenti al costante rischio di lunghi iter giudiziari e di una gogna mediatica. Questa situazione, definita dal sindacato come un garantismo a senso unico, metterebbe gli operatori di polizia nella condizione paradossale di essere giudicati violenti se intervengono con decisione, oppure inetti se evitano il contatto e qualcuno riporta lesioni.

Per superare quello che definisce un corto circuito istituzionale e mediatico, il Segretario Provinciale del SIULP Varese formula una proposta provocatoria ma concreta: dotare le pattuglie di fucili a dardi tranquillanti, comunemente impiegati per la teleanestesia in ambito veterinario.

Tale soluzione consentirebbe di neutralizzare soggetti armati o in stato di forte alterazione da una distanza di sicurezza di circa dieci metri, azzerando il contatto fisico, riducendo i ricoveri tra le forze dell’ordine e prevenendo contestazioni sull’eccesso colposo di legittima difesa o polemiche legate a riprese video diffuse in rete.

In conclusione, la nota del SIULP Varese sottolinea la necessità urgente di stabilire regole d’ingaggio chiare e tutele legali effettive per il personale in divisa.

Il sindacato rivolge infine un appello sia alle istituzioni centrali dello Stato sia ai sindaci del territorio, affinché garantiscano il sostegno necessario a chi garantisce la protezione dei cittadini, evitando che il degrado e le situazioni di pericolo incontrollato finiscano per ripercuotersi sull’intera comunità.

redazione@varese7press.it