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Giffoni Film Festival: la cultura del cibo e l’orgoglio di Varese protagonisti nella serata finale

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GIFFONI, 29 luglio 2026-Il Giffoni Film Festival, storica manifestazione nata nel 1971 con l’intento di mettere bambini e ragazzi al centro della scena trasformandoli da semplici spettatori a giurati protagonisti, continua ad ampliare i propri orizzonti guardando con sempre maggiore attenzione alle tematiche contemporanee.

Negli ultimi anni la rassegna campana ha saputo intrecciare il linguaggio cinematografico con il valore culturale del cibo, sviluppando format innovativi come il Giffoni Food Talk e coinvolgendo giovani Food Ambassador in un percorso educativo focalizzato sulla dieta mediterranea, la sostenibilità, la riduzione degli sprechi e la riscoperta dei prodotti d’eccellenza del territorio italiano.

È in questo contesto di condivisione e riflessione che si è inserita la serata conclusiva della cinquantaseiesima edizione del festival, segnata dalla presenza dei Master Chef – Cavalieri della Cucina Italiana nel mondo del Gran Premio Internazionale di Venezia – Leone d’Oro.

L’iniziativa, fortemente promossa dal presidente Sileno Candelaresi e dalla vicepresidente Luz Adriana Sarcinelli, e coordinata dalla lady chef Rosa Barbato, ha visto diversi maestri del gusto rappresentare le proprie radici culinarie. Tra le figure di spicco dell’evento è emersa con forza la presenza dell’attrice e professionista varesina Luz Adriana Sarcinelli, che con il suo ruolo istituzionale all’interno del prestigioso premio ha contribuito a portare sotto i riflettori nazionali un momento di grande valore culturale, artistico e sociale.

La rappresentanza gastronomica della terra bosina è stata invece affidata alla panificatrice artigiana e tecnologa alimentare Simona Lauri, la quale ha saputo valorizzare l’identità locale presentando al pubblico e agli addetti ai lavori rivisitazioni cariche di storia come il Pan Tramvai e il Pan de Mej. Rimanendo fedele alle antiche ricette dei nonni panificatori del Luinese, caratterizzate dall’uso della farina di miglio, dei semi di sambuco e dalla tipica forma a filoncino, la lady chef ha saputo sposare la tradizione con abbinamenti di carattere, quali provolone piccante e miele millefiori della storica Apicoltura Gervasini di Varese.

Accanto alla valorizzazione della memoria culinaria, la serata ha lasciato ampio spazio alla solidarietà e alla lotta agli sprechi. È stata infatti presentata una focaccia genovese arricchita con mousse di ricotta, composta di cipolle caramellate a marchio “il DONO” – frutto della collaborazione tra l’associazione varesina “Non solo Pane” del Banco Alimentare e il Lions Club Luvinate Campo dei Fiori – e un tocco aromatico di mirto sardo con cioccolato fondente. Un’occasione speciale che ha mostrato come il cibo possa diventare veicolo di inclusione, vicinanza umana e impegno sociale, regalando orgoglio e visibilità all’intero territorio lombardo.

redazione@varese7press.it