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Crisi climatica e caldo estremo: l’allarme dell’Onorevole Gadda per tutelare i più fragili

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La deputata di IV Maria Chiara Gadda

VARESE, 30 luglio 2027-La crisi climatica, unita all’assenza di una strategia nazionale di prevenzione urbana, rischia di trasformare il caldo estremo in un vero e proprio costo sociale che grava principalmente sulle persone più fragili e sulle famiglie con minori risorse. A sollevare con forza la questione è Maria Chiara Gadda, vicepresidente del gruppo Italia Viva-Casa Riformista alla Camera, intervenuta in Aula durante le dichiarazioni di voto sulle mozioni dedicate al clima.

La deputata ha sottolineato come la temperatura media globale sia aumentata di 1,5 gradi nel triennio 2023-2025 rispetto all’epoca preindustriale, a dimostrazione del fatto che non ci si trova più di fronte a un’emergenza episodica, bensì a un cambiamento di tipo strutturale. In Italia questa situazione viene aggravata dalle caratteristiche del patrimonio immobiliare: oltre il 60% degli edifici è stato infatti realizzato prima del 1976, anno in cui ancora non esistevano normative sull’efficienza energetica. Questa vulnerabilità strutturale fa sì che nelle grandi città si registrino temperature fino a 10 gradi superiori rispetto alle aree rurali circostanti, provocando un sensibile incremento dei decessi legati alle ondate di calore.

A pagare il prezzo più alto di questa condizione sono gli anziani, le persone con disabilità o patologie pregresse e i circa due milioni e mezzo di nuclei familiari che non hanno la possibilità economica di acquistare e mantenere un impianto di climatizzazione.

Per contrastare questo scenario, la mozione presentata chiede al Governo di inserire già nella prossima legge di Bilancio una serie di interventi mirati. Tra le priorità individuate figurano l’istituzione di un sistema nazionale di raccolta dati per programmare politiche di prevenzione efficaci, il rafforzamento del Piano operativo nazionale contro gli effetti del caldo sulla salute e l’introduzione di una norma quadro per la tutela dei lavoratori più esposti, superando la frammentazione delle attuali ordinanze regionali. La proposta prevede inoltre l’aggiornamento dei protocolli di sorveglianza sanitaria e un potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale per la presa in carico dei soggetti vulnerabili.

La vera sfida cruciale risiede tuttavia nella prevenzione e nella rigenerazione urbana. Secondo la deputata, è fondamentale investire sulla riqualificazione del patrimonio edilizio, iniziando dalle case popolari, dagli istituti scolastici e dalle strutture che ospitano gli anziani. Soltanto partendo da questi interventi prioritari sarà possibile rendere le città italiane più sicure e vivibili di fronte a un cambiamento climatico divenuto ormai una realtà quotidiana.

redazione@varese7press.it