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Ispettorato del Lavoro di Varese: organico al minimo, è il più scoperto d’Italia. L’allarme della FP CGIL

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Ispettori del Lavoro durante controlli

VARESE, 1 agosto 2026 – C’è un presidio dello Stato che ogni giorno dovrebbe garantire il rispetto delle norme sul lavoro, vigilare sulla sicurezza nei cantieri e nelle aziende, contrastare il lavoro nero, l’evasione contributiva e la concorrenza sleale. Eppure, proprio quell’ufficio, a Varese, è oggi il più scoperto d’Italia.

È questo il quadro drammatico che emerge dalla relazione predisposta dalla FP CGIL: una fotografia impietosa di un presidio fondamentale dello Stato che rischia di non essere più in grado di garantire pienamente la propria missione istituzionale.

I numeri contenuti nel report del sindacato sono impressionanti. L’organico teoricamente previsto per la sede varesina dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro sarebbe di 119 unità, ma il personale realmente operativo è oggi fermo ad appena 31 dipendenti. Questo si traduce in una scopertura effettiva superiore al 75%, registrando così il dato peggiore tra tutte le sedi territoriali dell’Ispettorato a livello nazionale.

Non si tratta di una semplice criticità organizzativa o burocratica. Questa carenza si traduce concretamente in un numero inferiore di controlli nei luoghi di lavoro e di verifiche sulla sicurezza, oltre che in una minore capacità di contrastare fenomeni gravi come lo sfruttamento, il caporalato, il lavoro irregolare e l’evasione contributiva. A ciò si aggiunge l’inevitabile allungamento dei tempi sia nelle attività ispettive sia nei servizi offerti all’utenza, con una presenza dello Stato sempre più debole proprio in uno dei contesti territoriali ed economici più rilevanti del Paese.

La sproporzione appare ancora più evidente se si considera il peso reale del territorio: la provincia di Varese rappresenta infatti circa l’1,5% della popolazione e della ricchezza nazionale, ma può contare su appena lo 0,56% del personale realmente operativo dell’Ispettorato. Una discrepanza che la stessa relazione sindacale definisce senza precedenti nel panorama nazionale.

Il problema, sottolinea il sindacato, non riguarda soltanto il personale interno dell’ufficio. Coinvolge direttamente ogni lavoratrice e lavoratore che ha diritto a verifiche efficaci sul rispetto delle regole, ma colpisce anche le imprese oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi sceglie scorciatoie illegali, oltre alle famiglie che chiedono maggiore sicurezza per fermare l’accettabile piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro.

La legalità, evidenzia la FP CGIL, non può essere garantita soltanto sulla carta attraverso le leggi, ma richiede persone, competenze e strutture messe nelle condizioni materiali di funzionare. Per questa ragione il sindacato chiede che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e il Ministero del Lavoro adottino immediatamente misure straordinarie per la sede varesina.

Tra le proposte avanzate figurano l’attivazione urgente di procedure di mobilità per integrare personale già formato provenienti da altre amministrazioni, un impiego più efficace del lavoro agile e del coworking tra sedi, l’impegno a bloccare ulteriori riduzioni dell’organico esistente e una decisa accelerazione sugli investimenti dedicati all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione dei servizi e dei controlli.

redazione@varese7press.it