VARESE, 3 agosto 2026-Un grave episodio vandalico ha colpito la città di Varese, suscitando la ferma presa di posizione del Partito Democratico locale, che ha espresso piena e incondizionata solidarietà al sindaco Davide Galimberti.
Presso la piscina di via Copelli è infatti comparsa una scritta fortemente ingiuriosa rivolta al primo cittadino, un gesto che supera di netto i contorni della semplice bravata per configurarsi come un atto minaccioso all’interno di un clima politico e sociale sempre più teso.
Negli ultimi tempi, la dialettica pubblica appare progressivamente inquinata da un linguaggio aggressivo, in cui la delegittimazione e l’intimidazione personale tendono a sostituirsi al confronto civile. L’episodio della piscina segue infatti di pochi giorni la comparsa di commenti intrisi di violenza verbale sui social network, diretti sempre contro il sindaco Galimberti. Espressioni che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di critica e che testimoniano un preoccupante salto di qualità in una spirale di odio in costante crescita.
Ciò che si sta verificando nel capoluogo bosino si inserisce in un fenomeno di portata più ampia: in tutta Italia il dibattito pubblico è

sempre più spesso intossicato da campagne aggressive rivolte a chi ricopre incarichi amministrativi e istituzionali. Si tratta di una deriva pericolosa che richiede la massima attenzione e una ferma condanna da parte di tutte le componenti democratiche, indipendentemente dall’appartenenza politica.
Se la contestazione delle scelte amministrative e il dissenso politico costituiscono la linfa vitale della democrazia, gli insulti, le minacce e i danneggiamenti ai beni comunali travalicano qualsiasi perimetro di opinione. Tali gesti rappresentano una vera e propria aggressione contro le persone e contro le istituzioni che esse rappresentano.
Di fronte a questi fatti, l’appello rivoltatosi alla politica cittadina è quello dell’unità e della chiarezza. Viene chiesto in particolare ai gruppi di minoranza presenti in Consiglio comunale di prendere una posizione netta, pubblica e priva di ambiguità, prendendo le distanze sia da questo singolo atto sia dal clima che lo ha generato. Difendere il rispetto delle persone e l’integrità delle istituzioni significa infatti tutelare i fondamenti stessi della convivenza democratica.
Al sindaco Davide Galimberti va l’invito a proseguire nel proprio mandato amministrativo senza lasciarsi condizionare: nessun atto di ostilità verbale o vandalica può scalfirne l’impegno né cancellare la qualità del lavoro svolto finora al servizio della comunità.




