VARESE, 4 agosto 2026–di GIANNI BERALDO
In una fase politica caratterizzata da un dibattito acceso e spesso condito da toni fortemente polemici- sia sui canali social sia su alcune testate locali- la gestione degli impianti sportivi della città resta al centro dell’attenzione pubblica. Per superare gli slogan e analizzare lo stato dell’arte con dati concreti, abbiamo contattato direttamente l’assessore allo Sport del Comune di Varese, Stefano Malerba.
Nel corso della lunga intervista telefonica concessa al nostro giornale, l’assessore ha delineato il quadro degli interventi in corso e della programmazione futura, rivendicando la bontà della linea intrapresa dalle giunte guidate dal sindaco Davide Galimberti e respingendo le accuse dell’opposizione.
L’occasione dell’intervista permette innanzitutto di fare chiarezza sui recenti atti vandalici riguardanti la piscina comunale e sulla qualità del confronto cittadino:
«Sicuramente il clima che si sta creando in termini politici non aiuta. Mi sembra che sui social, e non solo, il clima sia

abbastanza rovinato. Invece di confrontarsi sulle cose reali e concrete, continuare questo clima di contrapposizione non porta a nulla. E questo senza presentare alcuna alternativa concreta da parte di alcune persone, alcuni politici che ogni giorno alimentano solo polemiche».
Per quanto riguarda la piscina comunale, avevamo messo piastre d’acciaio su tutte le porte. Ce ne sono due o tre che, per questioni di sicurezza e per i controlli statici periodici necessari sullo stabile, non le hanno: con una leva dall’esterno, purtroppo, un’uscita di sicurezza si può forzare».
Ex piscina comunale e area Minigolf: rigenerazione in vista

Sul destino dell’ex piscina di via Copelli e dell’area circostante, l’amministrazione sta tracciando un percorso basato sulla cooperazione pubblico-privata:
«Da settembre riprendono le interlocuzioni con soggetti privati interessati a una rigenerazione dell’area, che rimarrà a vocazione sportiva. Ciò che stiamo cercando di fare è riconvertire la struttura a un’altra disciplina: l’idea dell’amministrazione è quella di creare un palazzetto dedicato agli sport paralimpici e alla pallavolo, una disciplina che a Varese non ha mai avuto una vera casa.
Almeno una di queste proposte prevede anche la rigenerazione e il recupero del minigolf, un luogo storicamente e affettivamente importante per i varesini».
Lo Stadio Franco Ossola e l’area di Masnago
Ampio spazio è stato dedicato all’area sportiva di Masnago, integrata nel nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) in fase di

approvazione: «Nel PGT c’è una scheda interamente dedicata all’area dello stadio, che chiarisce cosa l’amministrazione si aspetta in termini di rigenerazione sportiva e sviluppo. Si può iniziare a parlare concretamente partendo, come dico sempre, dai progetti sportivi reali.
La Pallacanestro Varese oggi ha un progetto chiaro e ambizioso, sostenuto anche da imprenditori del territorio. Mi auguro che lo stesso possa accadere per il calcio, pensando a una ristrutturazione complessiva e funzionale. Oggi pensare a stadi da 20.000 posti per realtà medio-piccole non ha più senso: perfino in Serie A o la Juventus stessa hanno ridimensionato le capienze. Bisogna essere realisti».
Palestra ex Vigili del Fuoco e l’integrazione con la Provincia
L’attenzione si è poi spostata sugli impianti per la ginnastica e gli sport indoor, superando i semplici e storici campanilismi tra istituzioni pubbliche:

«Un’amministrazione seria non deve farsi guidare dai sentimentalismi, ma mettere a disposizione impianti funzionali per fare sport. La palestra ex Vigili del Fuoco non è più omologabile per le partite di basket ufficiali; continuerà a ospitare le ore di ginnastica del Liceo Classico e la pallacanestro di base, ma diventerà una struttura dedicata fondamentalmente alla ginnastica artistica.
Per il basket ad alti livelli nasceranno invece nuove strutture: la nuova palestra della Rimoldi a San Fermo e l’impianto del Liceo Artistico realizzato dalla Provincia. Proprio con la Provincia stiamo lavorando a quattro mani per riaprire diversi spazi scolastici alle associazioni sportive locali, compresa la palestra del Liceo Scientifico Ferraris».
Nuove abitudini giovanili e il modello Partenariato Pubblico-Privato (PPP)
L’analisi dell’assessore si sposta quindi sull’evoluzione delle discipline sportive e sui modelli di gestione finanziaria:
«Le nuove generazioni cercano alternative agli sport tradizionali. Il calcio deve fare una riflessione profonda sul suo valore educativo se non vuole continuare a perdere tesserati. Stesso discorso vale per il ciclismo, che necessita di impianti protetti su cui Varese è pronta a ragionare se la Federazione deciderà di investire.
L’amministrazione pubblica da sola non ha le risorse né la capacità gestionale per mandare avanti strutture

complesse; la strada è il Partenariato Pubblico-Privato (PPP). Tutti i soggetti coinvolti finora sono estremamente soddisfatti. La palestra di roccia, ad esempio, sta andando benissimo: circa il 40% degli utenti arriva dall’estero (Germania, Olanda, Svizzera).
Parallelamente stiamo amplificando l’offerta: al Centro Schiavone i lavori per gli spogliatoi si concluderanno entro
ottobre e il centro sarà completato l’anno prossimo, con l’aggiunta anche di un campo da pickleball.
Sul fronte atletica al centro di Calcinate, stiamo cercando un gestore privato che possa sviluppare ulteriormente la struttura, ringraziando nel frattempo la FIDAL e le società che ci stanno dando una grande mano nella gestione quotidiana».
Il punto di svolta
Da tutto questo emerge come la sfida per il futuro dello sport a Varese non si vince nelle aule di consiglio comunale né a colpi di post acchiappaclick sui social, ma sul terreno concreto della programmazione.

Tra l’addio ai vecchi amarcord nostalgici e l’apertura a nuovi modelli di gestione e nuove discipline, la città sta provando a tracciare una rotta chiara.
Se la ricetta di Malerba e della Giunta troverà piena attuazione, a guadagnarci non sarà una fazione politica, ma l’intera comunità varesina: dalle famiglie ai giovani atleti che, finalmente, potranno tornare a sognare e a fare sport in strutture all’altezza dei tempi.




