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Addio a Guccini: il ricordo di Euristeo Ceraolo e la battaglia della ‘Locomotiva Perduta’

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Euristeo Ceraolo con Francesco Guccini

VARESE, 7 agosto 2026di GIANNI BERALDO

La scomparsa di Francesco Guccini, avvenuta ieri mattina all’età di 86 anni, lascia un vuoto incolmabile nella cultura e nella musica italiana. Oltre al suo immenso patrimonio artistico e poetico, il Maestrone lascia il ricordo indelebile di un uomo sempre pronto a schierarsi al fianco delle battaglie civili e dei diritti dei cittadini.

A voler condividere un omaggio personale è Euristeo Ceraolo, noto pendolare originario di Rossano, che ha affidato alla nostra redazione la testimonianza del suo incontro con il cantautore modenese in occasione della mobilitazione per il ripristino dell’Intercity Milano-Crotone, ribattezzato simbolicamente ‘La Locomotiva Perduta’.

Per anni Ceraolo ha guidato una protesta civile contro la soppressione del collegamento ferroviario tra la Calabria ionica e il Nord Italia, dando voce ai disagi di migliaia di lavoratori, studenti e famiglie costretti a fare i conti con collegamenti sempre più difficili. Una battaglia combattuta con determinazione, creatività e senza mai perdere la speranza.

Fu proprio in quel periodo che Guccini decise di metterci la faccia. Incontrò Ceraolo e accettò di sostenere pubblicamente la mobilitazione, condividendo l’appello “Ridateci il treno” e prestando la propria immagine a una causa che riteneva sacrosanta. La presenza del cantautore diede grande visibilità nazionale alla protesta, portando all’attenzione pubblica una vicenda fino ad allora confinata ai soli territori interessati.

«In questo momento di dolore — ricorda Euristeo Ceraolo —, non voglio ricordare soltanto il grande cantautore, ma l’uomo che non esitò a sostenere una causa che riguardava migliaia di pendolari. Guccini comprese subito che dietro quel treno non c’era soltanto un collegamento ferroviario, ma il diritto delle persone a non sentirsi cittadini di serie B».

Il sostegno dell’artista non fu un semplice gesto formale. Da sempre attento ai temi della giustizia sociale e dei diritti, Guccini riconobbe nella protesta dei pendolari la stessa dignità delle tante storie raccontate nelle sue canzoni: quelle delle persone comuni, delle periferie e dei territori troppo spesso dimenticati.

Oggi, mentre l’Italia intera piange la perdita di uno dei più grandi maestri della canzone d’autore, il ricordo di quel gesto testimonia ancora una volta l’eredità umana lasciata dall’artista.

Per i pendolari calabresi Francesco Guccini non è stato soltanto il poeta della Locomotiva, ma l’uomo che, con semplicità e generosità, è salito simbolicamente a bordo della loro ‘Locomotiva Perduta’ per far viaggiare una battaglia di dignità e speranza.

redazione@varese7press.it