VARESE, 11 agosto 2026-di ELENA MALNATI
Il quadro che si presenta sulle sponde del Lago Maggiore si fa giorno dopo giorno più critico. Con una quota idrometrica scesa fino a 192,5 metri sul livello del mare — abbondantemente al di sotto della prima soglia di attenzione fissata a quota 193 —, il paesaggio costiero ha cambiato volto.
A Feriolo di Baveno la battigia è retrocessa di una ventina di metri lasciando scoperte ampie fasce di sabbia, mentre a Arona le strutture di imbarco si ritrovano a sospeso sulle pietre del fondale, a testimonianza di un abbassamento drastico del bacino.
A differenza della stagione estiva di quattro anni fa, quando la gestione del bacino privilegiava la tenuta dei livelli per preservare la stagione turistica post-pandemica, quest’anno la priorità dei regolatori si è spostata sulla difesa del comparto agricolo. La pesante lezione delle perdite milionarie subite nel 2022 dalla fascia agricola tra basso Varesotto e Alto Milanese ha spinto la Regione e gli enti di gestione a erogare volumi d’acqua superiori.
I numeri confermano la gravità del momento: nel bacino del Ticino la carenza di riserve ha toccato un picco negativo del -53,3%. Una sofferenza che si ripercuote anche sulla portata del fiume, scesa di ben 4,5 metri sotto lo zero idrometrico al Ponte della Libertà di Pavia. Ciò nonostante, il volume destinato ai canali irrigui è aumentato del 30% rispetto ai periodi di crisi precedente, un intervento indispensabile per mettere al riparo le prime produzioni di cereali e mais.
La decisione di attingere massicciamente dal bacino sta tuttavia creando forti disagi alle attività lacustri. I servizi di navigazione e i motoscafi privati registrano difficoltà di accosto nei punti a basso fondale e si è resa necessaria una nuova limitazione del carico trasportabile dai traghetti. Parallelamente, sul fronte dei consumi potabili, il gestore idrico Alfa ha inviato comunicazioni formali ai Comuni dell’area varesina — tra cui Casale Litta, Saltrio, Clivio, Viggiù, Castelveccana, Vedano Olona e Montegrino — per sollecitare ordinanze di contenimento e uso razionale delle risorse.
Per impedire un ulteriore e insostenibile prosciugamento, Regione Lombardia ha aperto un tavolo di confronto con il Piemonte e con le autorità svizzere. L’obiettivo è ottenere lo sblocco dei volumi trattenuti nei bacini idroelettrici di alta quota sulle Alpi.
Le prospettive a breve termine rimangono legate all’evoluzione meteorologica: in assenza di precipitazioni strutturali e con temperature elevate previste fino a fine mese, le associazioni di categoria di settore hanno già avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale.




