COMO, 18 agosto 2026-E’ stato individuato questa mattina, a una profondità di circa 357 metri nelle acque del Lago di Como, il cadavere del ragazzo di ventuno anni che si era tuffato nel lago di Como in località Tremezzina.
Il giovane era scomparso dopo essersi tuffato da un motoscafo preso a noleggio al largo della località di Lenno, senza riuscire a tornare a galla. L’allarme ha fatto scattare un’imponente macchina dei soccorsi guidata dal Reparto Operativo della Guardia Costiera di Milano.
Per perlustrare l’area e scendere fino alle zone più estreme del fondale è stato decisivo l’impiego di un ROV, un veicolo sottomarino a controllo remoto in grado di spingersi fino a 500 metri di profondità. L’individuazione e il successivo recupero della salma sono stati effettuati grazie al lavoro dei Volontari del Garda.
L’operazione ha visto una stretta sinergia tra numerose forze d’intervento:
Guardia Costiera e Vigili del Fuoco, presenti anche con i sommozzatori ed elicotteri giunti da Milano e Genova;
Polizia di Stato (Squadra Acque Interne della Questura di Como) e Guardia di Finanza (Sezione Operativa Navale del ROAN);
Volontari del Garda, fondamentali per il rilevamento del corpo nel punto più profondo.
Determinante per il supporto logistico e le operazioni di ormeggio lungo questi giorni di incessanti ricerche è stato anche il contributo fornito dall’amministrazione comunale di Tremezzina e dall’Autorità di Bacino del Lario.




