VARESE, 24 agosto 2026-L’Ospedale di Circolo di Varese compie un nuovo passo avanti nella gestione delle neuroemergenze. Presso l’Hub di ASST Sette Laghi è già operativa una tecnologia all’avanguardia basata sull’intelligenza artificiale, progettata per supportare i medici nella diagnosi e nella scelta tempestiva del trattamento più idoneo nei casi di ictus ischemico.
Il sistema analizza in pochissimi minuti gli esami di TAC, angio-TAC e TAC perfusionale, inviando gli esiti in tempo quasi reale a neurologi e neuroradiologi. Una risorsa preziosa dove “il tempo è cervello”: ridurre i tempi di valutazione consente infatti di limitare i danni neurologici e prevenire disabilità permanenti. L’algoritmo non sostituisce la competenza clinica, ma fornisce dati oggettivi che vengono poi convalidati dagli specialisti per impostare rapidamente la terapia trombolitica farmacologica o il trattamento endovascolare di rimozione meccanica del trombo.
L’impatto della nuova strumentazione si preannuncia significativo per una struttura che registra numeri da primato. Ogni anno il Pronto Soccorso, diretto dalla dottoressa Francesca Cortellaro, accoglie circa 600 pazienti colpiti da ictus ischemico: di questi, oltre 120 vengono sottoposti a trombectomia meccanica e circa la metà riceve la terapia trombolitica. Un’eccellenza già riconosciuta a livello internazionale con il Premio Angels.
L’innovazione rafforza il lavoro di squadra guidato dal Dipartimento delle Neuroemergenze, diretto dal professor Luca Cabrini, che vede operare in stretta sinergia la Neuroradiologia, diretta dal dottor Andrea Giorgianni, e la Neurologia, guidata dal dottor Simone Vidale.
«L’introduzione dell’intelligenza artificiale nel percorso dell’ictus rappresenta un ulteriore strumento a disposizione dei nostri specialisti per ridurre i tempi e rendere ancora più tempestiva la valutazione del paziente – sottolinea il dottor Andrea Giorganni –. La possibilità di ottenere in pochi minuti un’elaborazione delle immagini e di ricevere rapidamente queste informazioni consente di supportare il lavoro dell’équipe proprio nella fase in cui ogni minuto può fare la differenza».
«L’obiettivo non è sostituire il medico, ma mettere a disposizione dei professionisti informazioni aggiuntive in tempi estremamente rapidi – aggiunge il dottor Simone Vidale –. Il referto prodotto dall’intelligenza artificiale viene valutato e validato dagli specialisti e contribuisce a individuare il trattamento più appropriato per ciascun paziente. In questo modo la tecnologia diventa parte integrante di un percorso nel quale competenza clinica, organizzazione e innovazione lavorano insieme».




