MILANO, 26 agosto 2026-L’autonomia differenziata muove i suoi primi passi operativi all’interno delle istituzioni lombarde. A fare il punto sulla transizione verso le nuove competenze regionali è il consigliere regionale Emanuele Monti, a margine dell’audizione svolta in Commissione sotto la presidenza di Giovanni Malanchini, con la presenza del sottosegretario all’Autonomia Mauro Piazza. Un passaggio considerato chiave per tracciare la rotta istituzionale e attuativa delle nuove materie delegate.
Secondo Monti, il traguardo odierno affonda le sue radici in una battaglia storica per il territorio. Il consigliere evidenzia il ruolo centrale ricoperto dalla Lega e dall’impulso dato negli anni da Roberto Maroni, unitamente all’esito del referendum del 2017 in cui milioni di elettori lombardi si espressero a favore di un decentramento amministrativo e gestionale.
Nel merito delle nuove competenze, la riforma inciderà su settori strategici. Per quanto riguarda la Protezione Civile, la Lombardia disporrà di strumenti d’intervento più diretti nelle emergenze regionali, consentendo alla presidenza della Regione di emanare ordinanze mirate in deroga alle norme statali e rafforzando formazione e reclutamento del personale.
Sul fronte della sanità, l’autonomia garantirà maggiore flessibilità economica: Palazzo Lombardia potrà gestire direttamente i fondi statali per edilizia e tecnologie, oltre a individuare tariffe di rimborso e remunerazioni differenziate sostenute da risorse proprie. Modifiche rilevanti sono previste anche per la previdenza complementare, con la promozione di forme integrative regionali e la rappresentanza negoziale per l’adesione ai fondi pensione dei dipendenti degli enti locali e del Servizio Sanitario Regionale.
La sfida si sposta ora sul piano attuativo. Monti sottolinea la necessità di accelerare l’iter per trasformare le pre-intese in intese definitive e nelle relative norme di attuazione, concretizzando così la volontà popolare in risposte più rapide ed efficienti per i cittadini.




