venerdì, Settembre 11, 2026
Home Milano Suicidio assistito a carico della sanità lombarda e scontro politico. Bertolaso accusa:...

Suicidio assistito a carico della sanità lombarda e scontro politico. Bertolaso accusa: “Strumentalizzazione mediatica”

0
491
Un ,malato assistito dal parente (foto agingproject.uniupo.it)

MILANO, 26 agosto 2026-Dopo un’attesa durata 290 giorni dalla prima richiesta, Domenico Zuccarella è la terza persona in Lombardia ad accedere al suicidio medicalmente assistito.

Cinquantanovenne di Giussano, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, Domenico è deceduto il 25 agosto 2026. La sua vicenda segna un momento di svolta fondamentale: si tratta del primo caso in cui il Servizio sanitario regionale lombardo ha preso in carico l’intero percorso, organizzando anche la fase attuativa mediante l’individuazione del luogo, la fornitura del farmaco e della strumentazione idonea, oltre all’assistenza da parte di personale medico e sanitario volontario.

L’iter istituzionale si è rivelato lungo e complesso. Domenico aveva presentato l’istanza all’ASST Ovest Milanese l’8 novembre 2025, attendendo oltre nove mesi per la sua conclusione, a fronte dei 145 giorni massimi previsti dalle linee guida regionali del 13 maggio 2026. Questa situazione di stallo ha spinto il collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo insieme ai legali Francesca Re, Angioletto Calandrini e Alessia Cicatelli, a presentare un ricorso d’urgenza al tribunale per sollecitare il rispetto dei tempi biologici e clinici del paziente. Dagli atti del procedimento è emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva accertato la sussistenza dei requisiti richiesti dalla Corte Costituzionale già il 18 maggio 2026, mentre l’ASST ha successivamente richiesto ulteriori approfondimenti tramite il Comitato etico. Nel corso dell’udienza giudiziaria del 23 giugno, Domenico aveva manifestato direttamente al giudice la sofferenza causata da queste dilungaggini, ribadendo la propria ferma volontà.

Oltre a scegliere l’interruzione della propria vita, Domenico ha disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica,

L’assessore Bertolaso

avvalendosi di vari strumenti di tutela quali l’amministratore di sostegno e l’Ufficio di Pubblica Tutela. Per i vertici dell’Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo e Marco Cappato, la storia di Domenico traccia una via concreta all’interno del servizio pubblico per chi si troverà nella medesima situazione, rafforzando l’urgenza di approvare la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”.

Di diversa posizione la replica della Regione Lombardia: l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha spiegato che l’assenza di comunicazioni ufficiali antecedenti era dovuta al rispetto della volontà del paziente di non strumentalizzare la propria vicenda. L’assessore ha ribadito che il percorso si è svolto nel pieno rispetto della legalità e delle pronunce costituzionali, criticando la scelta di rendere pubblica una decisione così intima per fini mediatici.

redazione@varese7press.it