giovedì, Ottobre 15, 2026
Home Varese e provincia Somma Lombardo Casa di Comunità a Somma Lombardo: quando l’emergenza diventa un alibi per...

Casa di Comunità a Somma Lombardo: quando l’emergenza diventa un alibi per la privatizzazione

0
446
L'Ospedale di Comunità a Somma Lombardo

SOMMA LOMBARDO, 28 agosto 2026- di GIANNI BERALDO

La scelta dell‘ASST Valle Olona di affidare a un gestore privato l’Ospedale di Comunità di Somma Lombardo segna un passaggio critico nelle politiche sanitarie del territorio.

Sebbene l’operazione venga presentata come una soluzione di carattere temporaneo, per far fronte alla cronica carenza di personale, la scelta di esternalizzare un presidio strategico della sanità territoriale rappresenta a tutti gli effetti una progressiva cessione di fette di sanità pubblica al settore privato. Un’inversione di rotta che, seppur giustificata dall’urgenza, rischia di normalizzare l’abdicazione del sistema pubblico al suo ruolo guida. Insomma questa scelta potrebbe essere il preludio alla gestione privata di altre strutture del territorio.

A difendere la bontà della decisione è il Consigliere Regionale di Forza Italia Giuseppe Licata, che colloca l’atto all’interno delle prassi consolidate della Regione: “La recente decisione dell’ASST Valle Olona di esternalizzare a un gestore terzo l’Ospedale di Comunità di Somma Lombardo non rappresenta una novità e, così come avvenuto anche in altre ASST lombarde, si inserisce in un quadro normativo e amministrativo ben definito, che ha l’obbiettivo di migliorare l’efficienza e la continuità dei servizi assistenziali, senza aggravi per i fruitori”.

L’argomentazione difensiva punta tutto sulla continuità assistenziale per i pazienti fragili, individuando nell’appalto all’operatore privato l’unico strumento immediato per sbloccare la struttura. “L’affidamento temporaneo della gestione di un Ospedale di Comunità a privati – spiega Licata – può rappresentare l’opzione che permette di non interrompere un servizio essenziale. Mi preme infatti ricordare che gli Ospedali di Comunità rappresentano un tassello essenziale della sanità territoriale e della presa in carico dei pazienti fragili, cronici e in fase post-acuta, da tutelare con ogni mezzo”.

Tuttavia, considerare l’esternalizzazione come la via obbligata in contesti emergenziali cela un’insidia di fondo: l’idea che

Giuseppe Licata

la sanità pubblica non sia più in grado di gestire direttamente i propri presidi e debba necessariamente rifugiarsi nel mercato. Giustificare il ricorso al privato in virtù della necessità di non interrompere i servizi rischia di trasformare una pezza d’emergenza in un modello organizzativo permanente, impoverendo ulteriormente le risorse interne delle strutture pubbliche e indebolendone la capacità programmatoria.

Il dibattito si sposta poi sulla natura del rapporto tra i due settori, che per le istituzioni regionali rimane una leva pragmatica per tamponare le Falle d’organico. “La collaborazione tra pubblico e privato – continua il consigliere regionale – non va demonizzata a priori per ragioni ideologiche; rappresenta invece uno strumento complementare che, all’interno di regole chiare e controlli rigorosi, può contribuire a rispondere ai bisogni di salute della comunità, anche a fronte della carenza di personale che da anni investe tutto il settore pubblico in Italia. Parallelamente, resta prioritario continuare ad investire sul personale e le professioni sanitarie, migliorando l’attrattività del servizio sanitario e garantendo ai cittadini cure accessibili, continue e di qualità. In Regione il nostro impegno politico e istituzionale dovrà continuare in tale direzione, per superare la carenza di organico nelle strutture sanitarie ed evitare che l’esternalizzazione diventi l’unica risposta possibile. Sul caso di Somma Lombardo, mi farò promotore di un chiarimento tra i responsabili dell’Asst Valle Olona e gli enti e le comunità coinvolte”, conclude.

Nonostante l’auspicio che l’esternalizzazione non rimanga “l’unica risposta possibile”, i fatti a Somma Lombardo indicano il contrario: difronte alle difficoltà oggettive di organico, il servizio pubblico cede il passo.

Ricorrere alla privatizzazione temporanea dei servizi territoriali di base mina l’universalismo del sistema sanitario, alimentando la dipendenza dal privato invece di canalizzare le risorse nella valorizzazione diretta e strutturale del personale sanitario pubblico.

redazione@varese7press.it